LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA POLONIA SI RIBELLA A GAZPROM: RICORSO A STOCCOLMA E TERMINALE IN BREVE TEMPO CON L’AUSILIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas, Polonia by matteocazzulani on October 8, 2011

Varsavia ricorre in tribunale contro il monopolista russo per il mancato ribasso delle tariffe, ed ottiene finanziamenti dalla Commissione Europea per la costruzione del terminale sul Mar Baltico. I progetti energetici polacchi indispensabili per l’indipendenza energetica UE

Varsavia alla guida dell'Unione Europea

Prima alle urne, poi in tribunale. Questo e il programma dell’agenda polacca alla vigilia di delicate Elezioni Parlamentari che, tuttavia, non hanno distolto l’attenzione del Paese da una delle emergenze primarie: la sicurezza energetica.

Come dichiarato da una nota del colosso nazionale, PGNiG, Varsavia ricorrera all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma contro il monopolista russo, Gazprom, accusato di concorrenza sleale e comportamento industrialmente scorretto. Nello specifico, la parte polacca ancora attende l’apertura di trattative per il ritocco al ribassso della bolletta per l’oro blu che Mosca, diversamente da quanto attuato nei confronti di tedeschi, lettoni, estoni, cechi e slovacchi, non intende concedere.

“Abbiamo tutte le ragioni per chiedere lo sconto – ha dichiarato il Capo di PGNiG, Radoslaw Dudzinski, la domanda e calata, ma il prezzo e rimasto lo stesso. Abbiamo stimato la restituzione dalla Russia di qualche centinaio di Milioni dallo scorso 3 Maggio – ha concluso – data della sigla di un contratto che oggi non e piu attuale”.

Dunque, una grossa tegola per Gazprom, che simili scenari per il ritocco delle tariffe sta gia affrontando con altri soggetti energetici di rilievo, tra cui le tedesche E.On. ed RWE, la francese Suez-Gaz de France, l’olandese Shell, e l’italiana ENI. Lecito sottolineare che il monopolista e adoperato dal Cremlino come arma politica per dare supporto alle rinate ambizioni imperiali sull’Europa – sopratutto su quella ex-URSS – basandosi non piu su aiuti fraterni ed interventi armati – eccezion fatta per la Georgia, aggredita militarmente nell’Agosto 2008 – ma su contratti a lungo termine per mantere le singole compagnie energetiche del Vecchio Continente dipendenti dall’oro blu di Mosca.

Una strategia che, grazie al ruolo della Commissione Europea, guidata da Jose Manuel Barroso, e, sopratutto, al semestre di presidenza UE polacco puo subire un significativo argine: sempre alla vigilia del voto, Varsavia ha ottenuto la promessa di finanziamento da parte della Commissione per l’ultimazione della costruzione del terminale di Swinoujscie – localita della Pomerania, al confine con la Germania – concepito per importare gas liquido acquistato da Centro Asia, Irak, Venezuela, Qatar, ed altri Paesi del Mondo, ad eccezione della Russia.

La Polonia alla difesa dell’Europa

Un progetto, dalla portata di 7,5 Metri cubi di oro blu annui, a cui partecipa anche l’italiana Saipem, che la Polonia ha sempre definito come chiave per la diversicazione delle forniture e per l’indipendenza energetica da Mosca dell’intera Europa, sopratutto in seguito alla costruzione del NordStream e del SouthStream: gasdotti sottomarini con cui Gazprom rifornira di oro blu direttamente l’Europa Occidentale, scavalcando – per ragioni poliche – proprio Polonia, Bielorussia, Romania, Ucraina, Moldova, e Stati Baltici.

Un’accerchiamento inaccettabile se si vuole davvero costruire l’Europa unita, a cui Varsavia ha risposto con lo stanziamento di cospicui fondi per la realizzazione di strade altenrative per l’importazione di gas e nafta. Tra esse, il prolungamento dell’Odessa-Brody fino a Danzica: oleodotto per la cui realizzazione in territorio europeo il bilancio polacco ha stanzato ingenti somme, coadiuvato da Bruxelles, e sostenuto con vigore persino dalla Presidenza della Repubblica – che in Polonia interviene nelle questioni riguardandi il budget solo in casi di emergenza nazionale.

Matteo Cazzulani

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