LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: L’UNIONE EUROPEA VERSO UNA POLITICA COMUNE GRAZIE ALLA POLONIA

Posted in Guerra del gas, Unione Europea by matteocazzulani on July 16, 2011

Varsavia accelera per la comune strategia comunitaria che, secondo alcune fonti accreditate, potrebbe davvero essere realizzata. L’esempio della Lituania per diversificazione e liberalizzazione delle forniture

Il percorso del Nabucco e del Southstream

Finalmente, forse, ci siamo. Su iniziativa polacca, l’Unione Europea adotterà una comune politica energetica. Così ha dichiarato Marlene Holzner, portavoce del Commissario Europeo all’Energia, Gunter Oettinger, con una nota, subito ripresa dall’autorevole UAEnergy.

Sui dettagli, che saranno comunicati entro la fine della presidenza di turno polacca, ancora poche indiscrezioni, ma già è noto che punti forti del programma saranno diversificazione delle forniture e rispetto del Terzo Pacchetto Energetico UE, che liberalizza il mercato energetico, e vieta ad un unico soggetto il controllo, in regime di monopolio, dei gasdotti europei.

Quella della Holzner è l’ennesima comunicazione di Bruxelles a riguardo, che segue a molte altre, finora poco rispettate. Tuttavia, secondo diversi analisti, questa volta l’Unione Europea sembrerebbe davvero procedere con decisione, come confermato da differenti segnali.

In primis, la ventata di aria fresca impressa alla politica UE dalla presidenza polacca, che ha posto la questione degli approvvigionamenti in cima alla lista degli obiettivi da realizzare durante il semestre di guida dell’Unione Europea.

In secondo luogo, la decisione dell’Unione Europea di allentare la dipendenza dal gas della Russia, da un lato, dichiarandosi disponibile a finanziare la ristrutturazione del sistema infrastrutturale energetico dell’Ucraina – Paese ponte con Mosca – dall’altro, con la costruzione di nuove infrastrutture, alimentate da fornitori centro asiatici.

Tra esse, il Nabucco e, più in generale, il Corridoio Meridionale: un sistema di gasdotti che, per mezzo del Mediterraneo, ha lo scopo di trasportare oro blu azero, senza passare per la Federazione Russa, a sua volta impegnata con singole compagnie statali europee nella realizzazione del Southstream, un simile progetto, però finalizzato all’isolamento di Romania, Ucraina, Polonia, e Moldova.

La liberalizzazione dei gasdotti lituani

In ultimo, lo sviluppo della situazione in Lituania, dove il governo ha avviato una gara per la costruzione di un terminale per l’importazione di gas liquido, a cui già diversi soggetti già hanno aderito. Tra essi, la Cherniere Energy, e la lituana Klaipeda Nafta.

Per Vilna, si tratta di una scelta fondamentale, non solo per abbassare i prezzi delle forniture, ma, sopratutto, poiché è stato proprio il Paese baltico a fronteggiare aspramente il Cremlino per realizzare le direttive del Terzo Pacchetto Energetico.

La compagnia statale, Lietuvos Dujos, che controlla sia la compravendita di oro blu che i gasdotti, appartiene per il 37,1% al monopolista russo, Gazprom, e per il 38,7% alla sua alleata tedesca, E.On Ruhrgas: per assicurare la liberalizzazione delle infrastrutture energetiche, un’apposita legge, approvata dal Sejmas, ha obbligato i russi a rinunciare al controllo dei gasdotti lituani. Inoltre, è stato ipotizzata la statalizzazione della compagnia, al fine di scorporarla, e re-privattizarla.

Matteo Cazzulani

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