LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Janukovych contro giornalisti e dissenso: Ucraina sempre più vicino alla Russia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 30, 2011

Il Presidente ucraino da dei provocatori ai media, con cui rifiuta ogni incontro oltre le interviste, e difende repressione politica all’Opposizione Democratica, avvicinamento all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, e sfruttamento di carbone come alternativa al gas.

Leopoli – La festa della Costituzione Ucraina ricordata in perfetto stile russo. Nella giornata di martedì, 28 Giugno – giorno in cui e stata varata la Carta Suprema del 1996, che consente forti poteri al Capo di Stato rispetto al parlamento – il presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha rilasciato un’intervista in cui, in primis, ha attacco i giornalisti, definiti provocatori con cui intende evitare ogni dialogo per non cadere nella loro trappola.

Un’affermazione confermata dalla negazione di ogni forma di pressione sui mass media, sopratutto quelli locali, che il Capo di Stato ha detto di conoscere bene, e visitare di frequente.

“Mi incontro spesso con i giornalisti delle oblast’ – ha dichiarato – di violazioni della Liberta di stampa su larga scala non ne ho rilevate”.

Una doccia fredda per i cronisti, e non solo per l’esposizione alla pioggia, a cui sono stati costretti durante il monologo di Janukovych – altresì riparato dall’acqua: i casi di limitazione della Liberta di informazione sono stati denunciati dalle principali ONG internazionali. Tuttavia, nessuna anomalia per un Capo di Stato che, in tutta l’intervista, ha guardato alla Russia, e non solo nel rapporto con i cronisti.

“Dobbiamo firmare l’accordo con l’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – ha spiegato – la clausola scelta e la collaborazione separata 3+1”.

Tale soluzione e stata contestata dall’Unione Europea, con cui Kyiv sta discutendo la creazione di una zona di libero scambio, che, dinnanzi alla partecipazione dell’Ucraina alla CEE euroasiatica, sarebbe impossibile.

Inoltre, a complicare la via verso Bruxelles non e solo il rapporto con i media, ma anche la repressione politica a danno dell’Opposizione Democratica, la cui Leader, Julija Tymoshenko, e processata per sterili accuse, prive di solide imputazioni, di condotta anti-statale durante le trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

“Ha scelto una difesa politica, anziché giudiziaria – ha spiegato Janukovych sull’ex-Primo Ministro – la giustizia chiarirà il suo passato”.

Peccato che a condannare tale procedimento a danno dell’anima della Rivoluzione Arancione siano stati Consiglio d’Europa, Commissione Europea, USA, OSCE, NATO, e Parlamento Europeo: quest ultimo, con una risoluzione proposta dal Partito Popolare Europeo, approvata lo scorso 9 Giugno.

L’alternativa al gas di Putin

Dunque, una vera e propria condotta alla russa, confermata da un’intervista che, solo su un punto, ha cercato di distinguersi da Mosca, ma pur sempre confermando un progetto contrario a quello UE.

“La soluzione alla dipendenza dal gas russo e il carbone – ha illustrato il Capo di Stato ucraino – ne implementeremo lo sfruttamento, per garantire calore agli ucraini” ha concluso.

Forse, dimenticando che nel in Europa ci si sta liberando con difficoltà da tale forma di energia altamente inquinante.

Matteo Cazzulani

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