LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Leopoli ricorda Karol Wojtyla

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 28, 2011

Leopoli – In 400 mila alla celebrazione in ricordo della visita di Giovanni Paolo II nella città delle cinque culture organizzata dalla Chiesa Uniata. Altri 10 a quella Romano-Cattolica per accogliere le reliquie del Papa della Liberta, e dell’Europa.

Due diverse manifestazioni affollate per un unico grande uomo nella città delle cinque culture. Domenica, 26 Giugno, il calendario cattolico ha celebrato il Corpus Domini: appuntamento gia di per se di rilievo, se non fosse che, a Leopoli, ad aumentarne l’importanza e stata la coincidenza con il decennale della visita di Papa Giovanni Paolo II.

Allora, nel 2011, il Pontefice polacco e stato capace di radunare 35 Mila persone, malgrado la pioggia: i galiziani sono accorsi in massa per udire parole come Liberta, Fede, e Riscatto.

Le stesse pronunciate dal Capo della chiesa Uniata, l’Arcivescovo Svjatoslav Shevchuk, che, assieme alle maggiori autorità politiche e religiose, ha radunato questa volta 400 mila fedeli, appartenenti anche alla confessione ortodossa del patriarcato di Kyiv, accorsi per ricordare quello che ricordano come il Papa del dialogo e dell’Europa, rappresentati sull’altare dal Metropolita leopoliense, Mechyslav Mokshyc’kyj.

Oltre ai greco-cattolici – uniati – ed agli ortodossi, la celebrazione dei cattolici romani, nel centro della città: una processione seguita da altrettanti 10 Mila fedeli, iniziata nella centrale cattedrale latina, anch’essa compartecipata da diverse confessioni.

Da celebrare, la collocazione di reliquie di Karol Wojtyla, che riposeranno nella Cappella dedicata alla Madonna Di Czestochowa, a cui Giovanni Paolo e stato devoto per tutta la sua esistenza.

Presenti, così come alla cerimonia greco-cattolica presso il semicentrale monastero Sykhov, le principali autorità politiche, tra cui Sindaco, Andrij Sadovyj, l’ex-Numzio apostolico, il Legato papale Saraiva Martins ed il Console polacco, Andrzej Drozd.

“E stato un uomo di grande carisma – ha spiegato Vjacheslav, galiziano di origine polacca, fedele greco-cattolico alla processione dei latini – in grado di parlarci di Liberta ed unita. Ci ha fatto sentire europei e – ha concluso – per nulla indifferenti agli occhi dell’Occidente”.

Cronaca di tempi passati: allora, era il 2001, con quelle bandiere polacche, ucraine, ed europee unite in piazza, Wojtyla ha saputo anticipare la Rivoluzione Arancione di quattro anni più tardi. Oggi, tra i 400 mila, in pochi hanno avuto voglia di parlare di politica.

Matteo Cazzulani

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