LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PROCESSO TYMOSHENKO AL VIA: UN OCEANO DI SOSTENITORI E “CONDIZIONI DISUMANE”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 26, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica, supportata da 5 mila persone, davanti al giudice, in diretta tv, per rispondere alle accuse di condotta anti-statale durante le trattative per il gas. “E’ una farsa ordita dal Presidente Janukovych” ha dichiarato l’ex-Primo Ministro. Critico sulla conduzione del procedimento anche il rappresentante UE a Kyiv

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ed il suo avvocato, Serhij Vlasenko, durante l'udienza. FOTO. TYMOSHENKO.UA

“Un processo in condizioni disumane”. Questo è stato il commento dell’Ambasciatore UE a Kyiv, José Manuel Pintu Teixeira, dinnanzi alla prima udienza del processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, svoltosi in un aula troppo piccola per contenere le centinaia di giornalisti e sostenitori accorsi all’udienza in un clima estivo: a testimoniarlo, le pozzanghere di sudore, immortalate delle telecamere del 5 Kanal, una delle poche televisioni indipendenti a trasmettere la diretta.

Acuta l’osservazione della stessa imputata, che ha ricordato ai presenti come in epoca sovietica i dissidenti fossero “giudicati” in spazi stretti, apposta per evitare la presenza di un alto numero di testimoni che non fossero quelli incaricati d’ufficio dal regime. Come controprova, l’ex-Primo Ministro ha indicato i militanti del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier, e quasi tutti i Ministri – presenti in sala già dalla notte, ma controbilanciati dai 5 mila sostenitori di Julija Tymoshenko assiepati presso l’ingresso del Tribunale.

In aula, la Leader dell’Opposizione Democratica ed il suo legale, Serhij Vlasenko, hanno richiesto la presenza di una giuria, e, per ben due volte, l’estromissione del magistrato, Rodion Kirjejev, considerato troppo giovane per la conduzione del procedimento e, quindi, potenzialmente influenzabile dalle autorità, di cui l’imputata l’ha accusato essere la longa manus, in una “farsa organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare il suo principale avversario politico”.

Ovviamente, le richieste sono state respinte, e la seduta ha proceduto fino alla serata quando, su ferma posizione della difesa, è stata aggiornata all’indomani. Nel mentre, Julija Tymoshenko si è più volte difesa di persona dalle accuse a lei rivolte, spiegando come, nel Gennaio 2009, le trattative con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, abbiano consentito al popolo ucraino un inverno finalmente al caldo, dopo anni di guerre del gas. Le imputazioni sul suo conto ritengono che l’anima della Rivoluzione Arancione avrebbe costretto Oleh Dubyna, allora capo del colosso energetico nazionale, Naftohaz, a firmare accordi da lei stretti con Mosca, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. Capi tanto gravi da riempire 14 enormi faldoni, che Julija Tymoshenko non è riuscita ad esaminare nel breve tempo messo a sua disposizione dalla Procura, prima dell’avvio del procedimento giudiziario.

Integrazione nell’UE a rischio

Contro la repressione politica dell’Opposizione Democratica si sono dichiarati Consiglio d’Europa, USA, OSCE, NATO, e, lo scorso 9 Giugno, anche il Parlamento Europeo, con un’apposita risoluzione – proposta da Partito Popolare Europeo, ALDE, e verdi – per richiedere l’immediata revoca del confino in Patria imposto alla Tymoshenko, impossibilitata per tre volte di recarsi a Bruxelles per partecipare al meeting PPE, malgrado l’invito ufficiale del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

Lecito ricordare che l’Ucraina aspira alla firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, realizzabile solo previo rispetto di una serie di punti, in linea con gli standard occidentali: tra essi, rispetto della Libertà di Stampa, Espressione, Informazione, ed Associazione. Inoltre, ad ostacolare sereni e sinceri rapporti con Bruxelles, sono anche dichiarazioni come quelle di un parlamentare della maggioranza, in risposta alle proteste dell’Ambasciatore UE: “Se a Teixeira non piace il clima della Capitale – ha spiegato, in diretta sul 5 Kanal – che se ne torni in Portogallo”.

Matteo Cazzulani


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