LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Nova Kakhovka e Dniprjany. Funzionale Federalismo a corto respiro

Posted in Eurobus 4 by matteocazzulani on May 25, 2011

La quarta tappa dell’Eurobus sono due paesi nella Oblast’ di Kherson, nel sud dell’Ucraina

Tanta attenzione per il presente. Meno per futuro e passato. Questa e la situazione in cui si trovano Nova Kakhovka e Dnyprjany, due centri della Oblast’ di Kherson.

Un’isola felice, nel caso del primo dei due centri, retta da un amministrazione locale attenta ad ogni ambito della vita di tutti giorni. La cura del verde, le esercitazioni dei vigili del fuoco, la manutenzione di centri di aggregazione giovanile.

Tra essi, degno di nota particolare e lo stadio locale: roccaforte della squadra Enerhija, leader indiscussa del proprio campionato di categoria, a punteggio pieno.

A permettere tale tenore di vita, una completa autonomia fiscale. Una sorta di federalismo, molto raro nel Paese. Nova Kakhovka trattiene per se tasse ed introiti. E, grazie a tale particolare regime, riesce a garantire un adeguato tenore di vita per la sua cittadinanza.

“Vogliamo fare del nostro circondario un centro in cui tutti gli ucraini vogliono vivere” spiega Oleksandr Dmytrovych, deputato di maggioranza del consiglio comunale.

Tutto ideale, sembrerebbe. Anche sul piano politico, dove, a livello cittadino, regna una cospicua stabilita. L’intero potere e nelle mani del Partija Rehioniv, a cui, oltre al Presidente ed al Premier ucraini, appartengono 26 consiglieri di Nova Kakhovka su 50. Abbastanza per approvare senza interruzioni ogni provvedimento per il bene della vita dei cittadini di tutti i giorni.

Il presente, appunto. Questo e forse il vero problema.

“Qui si vice bene, ma nessun piano a lungo raggio garantisce sicurezza per il futuro – spiega Tamara Ivanovna, Direttrice della seconda scuola di Dniprjany – i nostri studenti sognano di studiare nell’Unione Europea. Ma e difficile ottenere visti e documentazioni necessarie”.

A questo, va aggiunto lo scarso insegnamento dell’inglese, e l’insufficiente diffusione di internet. Troppo poco per progettare un futuro all’altezza delle aspirazioni dei giovani studenti.

“Le autorità cittadine non si oppongono affatto – continua la direttrice, anch’essa deputata, indipendente, del consiglio comunale – ma si limitano al mero patrocinio. Dobbiamo fare tutto da soli. Stilare progetti, stabilire contatti, organizzare iniziative. Ovviamente, a nostre spese”.

Tuttavia, oltre al futuro, importante e anche il passato. Sempre secondo Tamara Ivanovna, storica di formazione, Nova Kakhovka e Dniprjany sono state strappate ai turchi da Caterina II. Malgrado l’appartenenza all’impero russo, la cultura ucraina ha resistito, seppur a fatica. Ed anche oggi, in un periodo di ritorno di una russificazione nelle scuole e nei media, c’è chi cerca di resistere, e di coltivare la memoria di una pagina di storia locale differente da quella dettata da Mosca.

“Malgrado la gente parli normalmente il russo – continua la Tamara Ivanovna – qui incentiviamo gli studenti ad avvalersi dell’ucraino anche tra di loro”.

Non una costrizione, come, opportunaamente, evidenzia, ma un atto di rispetto per un Paese tutt altro che diviso.

Anche qui ha colpito molto duro lo Holodomor. Ed e in ricordo del genocidio del popolo ucraino, perpetrato da Stalin nel 1932-33, che la direttrice si e strenuamente battuta per l’installazione di un monumento.

Una semplice croce di legno. Per tenere vivo un passato, in vista di un futuro migliore.

Matteo Cazzulani

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