LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GIOVANNI PAOLO II BEATO TIENE VIVA LA SPERANZA

Posted in Editoriale by matteocazzulani on May 1, 2011

L’Importanza di Papa Wojtyla non solo nella storia, ma anche nella contemporaneità.  In migliaia in Vaticano ed a Cracovia per la beatificazione del Pontefice polacco

L'ingresso della curia di Cracovia

Non parate sinistrorse, oramai svuotate del valore originale, ma un evento storico. Per l’Umanità, e la Spiritualità. Domenica, Primo di Maggio 2011, Papa Giovanni Paolo II è stato dichiarato beato.

Una tappa epocale per la Chiesa Romana, che precede una Santificazione del Papa polacco richiesta non solo dalla maggior parte dei fedeli. Ma anche da molti non cattolici, ugualmente devoti al Pontefice di Wadowice.

Karol Wojtyla ha frantumato i muri confessionali. Ed è passato alla storia non solo per il lungo pontificato, dal 1978 al 2005. Rendergli omaggio rimembrandone la vita è superfluo e riduttivo. Per questo, bastano i media di massima diffusione, pronti a sfornare le più svariate biografie. Meglio, invece, illustrare due dei tanti aspetti in cui tale Figura ha manifestato la sua grandezza.

Karol Wojtyla – Giovanni Paolo II – è stato determinante per liberare l’Europa Centrale dal comunismo. E, successivamente, agevolare il ritorno di una consistente parte del Vecchio Continente nella sua collocazione naturale, l’Unione Europea.

La sua scomparsa, il 2 Aprile 2005, è avvenuta l’indomani della Rivoluzione Arancione, con cui anche l’Ucraina ha scelto la via di Bruxelles. I vessilli ucraini e polacchi sventolanti l’uno accanto all’altro sul Majdan Nezalezhnosti – un evento epocale per due popoli, da tempo separati da odi e divisioni – sono stati replica di quanto avvenuto nel 2003, in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Leopoli.

Ma trattare Wojtyla come un leader politico, oltre che riduttivo, è fuorviante. Il Papa di Wadowice è stato molto altro. Giovanni Paolo II ha saputo suscitare Fede, Fiducia, e Motivazioni a chi, giovane od adulto, si è trovato sull’orlo della disperazione.

“Aprite le Porte a Cristo. Non abbiate paura” sono state le sue prime parole da Guida della Chiesa Romana. In molti non hanno temuto. Né si sono vergognati di rivolgere le proprie preghiere al Signore. Ed alla Madonna di Czestochova, a cui Wojtyla ha consacrato il proprio Pontificato.

Bene ha spiegato il Sacerdote che, nella mattina del Primo Maggio, ha celebrato la messa presso il Kosciol Mariacki di Cracovia. “Karol significa speranza ed amore. Per il prossimo, per il futuro, e per se stessi”. Una chiave con cui leggere l’operato di un uomo che si appresta a diventare Santo.

A proclamarlo Beato, non solo la folla oceanica di Piazza San Pietro, in Vaticano. Anche svariati fedeli, che hanno sfidato pioggia e freddo nella Capitale Reale della Polonia, dove Wojtyla ha vissuto, studiato, e compiuto i primi passi della sua carriera ecclesiastica.

Il Papa della Speranza

La Ulica Grodzka di Cracovia addobbata a festa

Con essi, fisicamente e spiritualmente, anche la Voce Arancione, partecipe della beatificazione di un Uomo che ha unito e non diviso.

Karol Wojtyla è portatore di un messaggio di speranza, necessario come l’aria ad una società che ha perso se stessa. Raccomandazioni, pragmatismo, pacche sulle spalle, disgregazione di Famiglie, Patrie, e relazioni umane sono le piaghe dell’oggi che rendono il messaggio di Wojtyla di estrema attualità.

Una fonte di acqua fresca. Refrigerante per quei giovani volenterosi che, anziché uniformarsi alla cultura del Grande Fratello e del Bunga Bunga, si battono giornalmente per la propria riuscita. Nel deserto di una mesta esistenza, piena di delusioni di ogni tipo, e priva di certezze e di futuro.

Matteo Cazzulani

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