LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Se un giorno di pasquetta un giornalista

Posted in Polonia by matteocazzulani on April 25, 2011

Se un giorno di pasquetta un giornalista – arancione – e a Cracovia, può capire che molto, troppo, e cambiato.

Lo stradomino politico della Piattaforma Civica – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Bronislaw Komorowski, ed il Premier, Donald Tusk – sta vacillando. A simbolizzarlo, sul Rynek Glowny, un manifesto del Blocco di Janusz Palikot. Il dandy della politica polacca ce l’ha sia coi liberali, ex-colleghi di governo, che i conservatori di Diritto e Giustizia.

A sua volta, il principale partito di Opposizione ha subito una scissione interna. Ed i fuoriusciti, col nome di Polska Jest Najwazniejsza, flirtano con la Piattaforma Civica. In risposta, il leader dei conservatori, Jaroslaw Kaczynski, fa avance persino ai socialdemocratici. Che, tentati, restano sul vago. In Ottobre si vota per le parlamentari. La campagna elettorale gia e iniziata. Ma non solo politica.

Se un giorno di Pasquetta un giornalista arancione infatuato lascia riposare la protagonista dei suoi sentimenti, e si abbandona all’abbraccio di una città che ama, può scottarsi seriamente.

Nell’aria, non piu quello spirito patriottico, figlio di Solidarnosc, e di una tradizione di libertà. I cittadini, seppur cordiali come sempre, evitano la politica. E si approcciano al turista con più furbizia. E meno pathos.

Del resto, il preavviso, già nell’accoglienza, riservata all’atterraggio al giornalista arancione. Subito tallonato dalla polizia di frontiera, come l’ultimo dei clandestini.

Se un giorno di pasquetta un giornalista arancione suscita l’interesse del locale solo per qualche centesimo di zloty, e non più per la sua passione per la Rzeczpospolita, significa che i tempi sono cambiati. Davvero.

Tanti brutti segni. Che lasciano perplessi. Non per la qualità del cambiamento. Ma per la cronologia. Solo un anno prima, una nazione fiera di se stessa, delle sue contraddizioni, e della sua cultura immensa. Solo un anno dopo, un popolo timoroso, sospettoso, ed algido.

Dinnanzi a tutto questo, la speranza che, in fondo, l’incoerente scelta della mediocrità, e della politica pragmatica, non abbia sradicato il cuore, gli ideali, e l’anima di secoli di storia.

E che, in un futuro, il giorno di pasquetta di un giornalista arancione possa essere rimembrato come una parentesi difficile, decisamente chiusa.

Matteo Cazzulani

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