LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ANCORA TENSIONE TRA LITUANIA E POLONIA

Posted in Paesi Baltici, Polonia by matteocazzulani on April 20, 2011

L’Ambasciatrice polacca a Vilna denuncia un clima di ostilità nei confronti della minoranza di Varsavia. Il governo lituano smentisce, ma si riapre la polemica. I precedenti delle dichiarazioni del Ministro degli Esteri, dei cognomi, e della rissa allo stadio.

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

Dopo cognomi, energia, terre, e pallone, anche le dichiarazioni dell’Ambasciatore. Nella giornata di martedì, 19 Aprile, la rappresentante diplomatica della Polonia in Lituania, Loreta Zakareviciene, ha lamentato una continua atmosfera di ostilità nei confronti della minoranza polacca.

Secca la smentita di Vilna, con il rappresentante del Primo Ministro lituano, Virgis Valentinavicius, che ha assicurato l’impegno dello Stato baltico nel mantenimento di buone relazioni con il vicino. E stigmatizzato ogni forma di avversità nei confronti della cospicua minoranza polacca, il 7% della popolazione.

Come riportato dall’autorevole Reuters, il diverbio è un macigno nelle relazioni tra due Paesi vicini. Uniti da comune storia e cultura, ma divisi da contenzioni del secolo passato, ancora irrisolti, malgrado la mediazione più volte offerta da Unione Europea e NATO.

Una crisi irrisolta

Tensioni che, nel solo ultimo anno e mezzo, si sono riacutizzate in diverse occasioni. Nel Novembre 2009, la diaspora polacca ha rivendicato il diritto di scrivere i propri cognomi con nessi consonantici e segni diacritici non esistenti nella grafia lituana.

Successivamente, i polacchi di Lituania hanno preteso più ore di insegnamento nella lingua di Kochanowski, e la restituzione di terre loro confiscate al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Non di supporto, la posizione del Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che in diverse occasioni ha accusato la Lituania di ignorare le prerogative della minoranza polacca.

Più di recente, la tensione ha coinvolto anche l’ambito energetico, con la compagnia polacca PKN Orlen che ha accusato Vilna di intralciare l’apertura di nuove raffinerie di nafta sul suo territorio, minacciando il ritiro di quelle già installate.

Infine, l’ultimo incontro di calcio tra le rappresentative dei due Paesi, sulla carta amichevole, è stato il pretesto per violenti scontri tra le tifoserie. E nuove polemiche intergovernative.

Matteo Cazzulani

8 Responses

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  1. dariosabino said, on May 25, 2011 at 16:45

    Quella che l’autore chiama diaspora polacca , in realta’ diaspora non’e’ , in quanto i polacchi sono presenti a Vilna e nelle regioni circostanti da oltre 600 anni , e fino agli anni ’40 del XX secolo vi costituivano una maggioranza assoluta della popolazione. Perseguitati dai collaborazionisti Lituani (di stampo fascista) durante la 2 guerra mondiale , massacrati insieme alla consistente minoranza ebrea che vi era presente , dopo l’annessione della Lituania all’UrSS vennero decimati attraverso espulsioni , privati dei loro immobili (nazionalizzazione) , privati della loro classe dirigente.In tanti hanno dovuto fare posto per i coloni lituani e russi .Ma in complesso hanno resistito , sono tutt’ora oltre 200 mila nella regione di Vilna , hanno conservato la loro lingua , tradizioni , cultura e coscienza nazionale . E ora si nega loro la rivendicazione delle terre che appartenevano ai loro padri , si chiude le scuole che insegnano nella loro lingua e si nega loro di scrivere i propri nomi e cognomi nella loro lingua. Li si lituanizza, li si insegna che loro non sono dei “veri polacchi” ma dei lituani polonizzati e li si consiglia di “rilituanizzarsi” .Non chiamateli diaspora , loro sono autoctoni.

    • matteocazzulani said, on May 28, 2011 at 09:44

      Quanto giustamente segnalato appartiene al punto di vista polacco della questione, parzialmente condiviso se vogliamo. Ma occorre ascoltare anche quanto i lituani sostengono. Ed accusarli di collaborazionismo fascista, e di connivenza con i russi, e interpretare la storia con le lenti occidentali.

  2. dariosabino said, on June 2, 2011 at 15:37

    Per quel che io sappia ,i polacchi e i lituani si considerano “occidentali” . Sono due paesi cattolici , con alfabeto latino , con una cultura che ha poco a che fare con quella orientale, russa per esempio . Inoltre fanno ambe due parte dell’UE e della NATO. Penso che la Lituania ,in quanto paese occidentale , sull’esempio dell’Italia (provincia autonoma di Bozano/ Bolsen) o della stessa Polonia (vedere le scritte bilingui nella regione di Puńsk) o di altri paesi civilizzati, dovrebbe concedere maggiori diritti alla minoranza polacca che vive nei suoi confini . Credo che sia inammissibile multare comuni e persone private per le scritte bilingui sui cartelli informativi , segnali stradali , targhe che indicano i nomi delle vie ; chiudere le scuole della minoranza , non restituire arbitrariamente gli immobili (86 % degli immobili nazionalizzati negli anni ’40 e’ stato restituito ai cittadini lituani , il 14 % rimanente aveva , quasi per intero, proprietari polacchi e si trova , casualmente , a Vilna e nei suoi pressi , dove i prezzi sono molto alti), dotare con i soldi statali organizzazioni (la Vilnija) che dichiarano apertamente che il loro scopo e la colonizzazione ovvero lituanizzazione della regione di Vilna ecc.. La verita’ non e’ mai relativa , i fatti parlano chiaro : la minoranza polacca in Lituania e’ perseguitata ed e’ un problema non solo lituano e polacco ma europeo.

    • Riigipiirid said, on January 27, 2012 at 17:36

      La questione che talvolta sfugge nella nostra latitudine è che la Lituania nel 1939 fu COMPLICE e non vittima del Patto Molotov-Ribbentrop, che nella parte finale dell’articolo 1 del protocollo segreto aggiuntivo recitava:”…A questo proposito l’interesse della Lituania nella zona di Wilna è riconosciuto dalle Parti.”
      La Lituania, che prima di allora misurava 52.240 kmq, partecipò alla spartizione della Polonia del settembre 1939 e si ingrandì di ben 10.720 kmq, spostando poi la capitale da Covno a Vilna.
      Nel 1945, poi, Stalin premiò la Lituania con ulteriori 2.240 kmq tolti alla ex Prussia orientale tedesca. Nel periodo 1945-1991, poi, a differenza di Estonia e Lettonia, la Lituania non subì una russificazione forzata, grazie alla sua fedeltà al Partito Comunista. La Lituania attuale (65.200 kmq) risulta la più estesa delle tre “Repubbliche Baltiche”, mentre prima del 1939 la più estesa era la Lettonia.
      Quanto alla religione, i Polacchi sono cattolici “veri”, mentre i Lituani sono per gran parte “non-religiosi” (elemento, questo si, che li accomuna con Lettoni ed Estoni) ed i cattolici sono solo la maggioranza relativa della minoranza che si dichiara religiosa.

  3. Vaskiavicius said, on March 9, 2012 at 07:45

    Ma la finite di snocciolare numeri e anni? La questione vera è che loro (i Pollachi) hanno sempre rivendicato VILNIUS e non la chiamate con quell nome insulso “vilna” come loro città ANNETTENDOLA CON LA FORZA nel secolo scorso… Quella città è stata costruita da GEDIMINAS nel XIII secolo ed è SEMPRE stata la nostra capitale… Ai lankioje non piace??? La polacchia è tanto grande e vicina….ci vuole poco ad andarsene…. Vogliono il loro alfabeto sui documenti???? la strada del ritorno a casa è sempre quella…
    SONO IN LITUANIA e devono rispettare la legge e la cultura LITUANA… il resto sono solo chiacchiere e poi… non prendiamo lezioni da Italia che va con chi fa comodo a seconda di dove gira il vento…..
    La nostra identità è forte e antica come la nostra lingua la nostra terra è, e rimarrà nostra… e per favore… non parlate di trattamenti….. chiedete a un lituano di AUGUSTAVAS come è trattato solo perchè è lituano…..

    • matteocazzulani said, on March 9, 2012 at 08:41

      Gentile lettore,

      I più importanti versi della poesia polacca recitano “Wilno ojczyzno moje, ty jestes jak zdrowie”, scritte da un certo Adam Mickiewicz, nato come Adam Mickiewicius.
      La questione è complessa e storicamente intricata. Personalmente do ragione alla lettura Giedroyciana della situazione, in quanto credo che sia nell’interesse nazionale polacco – e, più in generale, di quello europeo – l’amicizia tra la Polonia e la Lituania. Vilna è una città lituana, con un passato sì polacco – ma anche ebraico e ruteno se è per questo – ma ora appartiene allo Stato Baltico, verso cui, come avrà potuto leggere, la Voce Arancione prova molta simpatia.
      Per quanto riguarda il nome non si scaldi, e studi la lingua italiana. Vilna è Vilnius in italiano. Se dovessi accogliere la sua critica, dovrei iniziare a scrivere Moskva, Sankt-Petersburg, Warszawa, Krakow, Gdansk, L’viv, Berlin, Paris, London e quant’altro. Non crede che sarebbe un po’ ridicolo?
      D’altro canto, fossi in Lei, apprezzerei l’esistenza di una versione italiana della Sua capitale: un fatto che testimonia veri legami storico-culturali tra l’Italia e la Lituania – a prescindere dalla leggenda di Palemone ovviamente, su cui, mi dispiace, ma non credo molto.
      Cari Saluti!

  4. Vanagiene said, on March 9, 2012 at 10:03

    In verità se aprite per leggere la storia Lituana in Wikipedia e se la leggete in lingua lituana, troverete la vera storia della Lituania. Invece pollachi sempre cambiano le cose come piace a loro. In questo articolo sopra c’e scritto in italiano, ma usano le parole come dicono pollachi Vilna, che è vilna??? VILNIUS si chiama la nostra capitale. Imaginate se invece vengono pollachi a Roma e cambiano nome come piace a loro? Vi piacera? Non credo. Lituani e pollachi mai andrano d’accordo… MAI!!!! Queli che stanno a Lituania e chiedono tante cose, DEVONO respettare la nostra cultura e il resto, perche stanno a casa nostra… in terra nostra.
    I russi che ancora vivono in Lituania hanno respetto per tutto, e non chiedono le cose come pollachi, a chi non andava a imparare la lingua, o trovare il lavoro sono andati via alla Russia. Ma tanti ancora rimasti, e vivono, e lavorano, imparato la lingua e non dicono ” Ma però nel anni blah blah la Lituania era nostra”! Cavolo!!!

    Perdon il mio italiano!!!! non sono italiana 😉

    • matteocazzulani said, on March 9, 2012 at 11:25

      In un precedente commento ho appunto detto che Vilna è la versione italiana di Vilnius. Le piacerebbe leggere un articolo in lituano con le diciture Moskvà, Milano, Roma, Paris, Berlin, London ecc..?
      Per la mia simpatia ai lituani si può calmare: credo profondamente che le questioni territoriali vadano sotterrate e messe da parte. Vilna è lituana e non polacca. Personalmente non sono un fan della lettura storica nazionalista.
      Per quanto riguarda la lingua lituana che dirle.. Labas Vajkaras!


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