LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: L’UCRAINA INVITA LA FRANCIA AD INVESTIRE SUI PROPRI GASDOTTI

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 6, 2011

La Federazione Russa resta sempre in attesa di contribuire alla modernizzazione delle infrastrutture energetiche di Kyiv. Intanto, Gazprom aumenta i rifornimenti ai siti di stoccaggio europei

Il premier ucraino, Mykola Azarov

Parigi in prima fila per i gasdotti ucraini. Questa la richiesta formulata dal primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, durante l’incontro con alcuni imprenditori transalpini, martedì, 5 Aprile.

Il Capo del Governo ha nuovamente invitato l’Unione Europea a farsi carico di metà dei costi per la modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico di Kyiv. La via più sicura, come sottolineato da Azarov, per il rifornimento di gas russo ai Paesi UE.

“Auspichiamo che la Francia – ha illustrato il Primo Ministro – assuma un ruolo attivo nell’impegno UE per la modernizzazione dei gasdotti ucraini”.

Come ribadito da Azarov, nel progetto sarà presente anche la Russia, che più volte si è detta interessata alla manutenzione delle infrastrutture energetiche ucraine.

A tale pro, su proposta del primo Ministro di Mosca, Vladimir Putin, è stata ipotizzata una fusione tra il Monopolista russo, Gazprom, ed il colosso ucraino, Naftohaz, in un unico soggetto, operante nel solo mercato di Kyiv.

Una proposta shock. Che se da un lato ha incontrato la contrarietà dell’Opposizione Democratica – preoccupata dalla possibile svendita al Cremlino degli interessi nazionali – dall’altro si inserisce nell’ambito dell’aggressiva politica energetica della Federazione Russa in Europa.

Gazprom abbevera l’Europa

A conferma, la decisione di Gazprom di incrementare le forniture ai siti di stoccaggio UE, resa nota sempre martedì, 5 Aprile. Come riportato da Ura-Inform, il monopolista russo ha approfittato del rialzo delle temperature per aumentare i rifornimenti di oro blu a 6,2 metri cubi.

Una quantità prevista in ascesa, con la diminuzione dei consumi per scopi termici. Che, come informano gli esperti, potrebbe incrementare anche i costi di importazione.

Matteo Cazzulani

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