LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 19, 2011

Mosca dichiara la rinuncia al Gasdotto Meridionale, e si concentra sull’acquisizione del mercato energetico di Kyiv

 

Il tragitto di Nabucco e Southstream

Un bluff per alcuni. Una sconfitta dei russi, per altri. Per altri ancora, una pedina da sacrificare, per l’ennesimo scacco matto nello scacchiere energetico euroasiatico. Fa discutere, e non poco, la dichiarazione del Vice-Premier russo, Igor Sechin, in merito alla possibile rinuncia di Mosca al Southstream.

 

La decisione è stata presa al termine delle trattative con il Presidente turco, Tayipp Erdogan, conclusesi con il diniego, da parte di Ankara, al transito dell’infrastruttura per le acque territoriali anatoliche.

Esulta Christian Dolesan, Rappresentante del concorrente Nabucco, che ha ribadito la natura non antirussa del suo progetto. Il quale, ora, ha via libera nel Mediterraneo.

Noto anche come Gasdotto ortodosso, il Southstream è stato progettato dal monopolista russo, Gazprom, e dal colosso italiano ENI — e finanziato dalla tedesca RWE, dalla francese Suez-Gaz de France, e dalle compagnie statali serba, macedone, greca, bulgara, ed austriaca — per rifornire il Vecchio Continente di oro blu. Aggirando Paesi invisi a Mosca, come Romania, Moldova, ed Ucraina.

Il Nabucco è una risposta dell’Unione Europea, supportata dal consorzio AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Ungheria, e Romania — per veicolare oro blu centro asiatico, senza transitare per la Federazione Russa.

A contrastare la contentezza di Dolesan, l’autorevole East European Gas Analysis, secondo cui il tutto sarebbe nato da un bluff della Turchia, per ottenere maggiori vantaggi dall’accordo di Mosca.

Ad esso, il Cremlino avrebbe risposto con un ulteriore mossa tattica, paventando la rinuncia al Southstream, compensato dal rilevamento dei gasdotti ucraini.

Ed è proprio l’Ucraina a cantare vittoria. Secondo il Vice-Primo Ministro, Andrij Kljujev, è grazie alla pressione diplomatica di Kyiv che Mosca ha abbandonato l’infrastruttura sotomarina, rendendosi conto della maggiore convenienza, per esportare gas in Europa, della via terrestre,

Secondo il politico ucraino, Mosca sarebbe consapevole dell’inefficiacia dei gasdotti su fondali marini, come dimostrato dal farraginoso funzionamento del Bluestream — tra Russia e Turchia.

Inoltre, Kljujev ha ribadito la volontà dell’Ucraina di presentarsi come partner affidabile dei russi, anche per le questioni energetiche, invitando l’afflusso di investimenti da Mosca per la modernizzazione del sistema infrastrutturale energetico.

L’Ucraina nel mirino della Russia

Secondo altri esperti, proprio l’Ucraina sarebbe la pedina che la Russia potrebbe mangiare, dopo aver sacrificato il Gasdotto Meridionale.

Il restauro delle condutture di Kyiv passa attraverso la fusione tra Gazprom ed il colosso statale ucraino, Naftohaz, in un unico suprmonopolista. Il quale, posseduto solo al 6% da Kyiv, opererebbe nel mercato ucraino senza concorrenti.

A conferma di tale scelta, la decisione del colosso della Nafta Lukojl di trasferire la Sede madre per l’Europa Centro-Orientale dalla Bielorussia all’Ucraina.

Matteo Cazzulani

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: