LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA TURCHIA DICE NO AL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 17, 2011

Diniego turco al Gasdotto Ortodosso di Gazprom ed ENI. Mosca punta su infrastrutture ucraine e giacimenti di nafta nel cuore dell’Europa

I percorsi di Nabucco e Southstream

La Turchia compie la sua scelta di campo energetica. Nela giornata di mercoledì, 16 Marzo, Ankara ha negato a Mosca la sigla dell’accordo per il transito del Southstream in acque territoriali turche.

A rendere nota la decisione, il Vice-Premier russo, Igor Sechin, che ha spiegato come le motivazioni ufficiali alla base del rifiuto della controparte siano legate al ritando con cui sono state presentate le dovute documentazioni.

“Siamo pronti a fornirle sin dall’immediato — ha dichiarato Sechin all’autorevole Reuters — e continueremo a colaborare con i nostri partner anatolici”.

Finora, la Turchia ha mantenuto un piede in due scarpe. Oltre al Gasdotto Ortodosso, progettato dal Monopolista russo, Gazprom, dall’italiana ENI, dalla tedesca RWE, e dalla francese Suez-Gaz de France — e compartecipato dalle compagnie statali di Macedonia, Grecia, Serbia, ed Austria — per trasportare gas in Europa Occidentale, bypassando Moldova, Ucraina, e Romania — Ankara è tra i partner del Nabucco, conduttura appoggiata da UE e consorzio AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Romania, ed Ungheria — per diminuire la dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu della Russia.

Alla presa dell’Europa

Nel frattempo, la Russia ha già approntato le contromisure, e stetto la morsa su Ucraina e Paesi UE. Scopo primario, il possesso del sistema infrastrutturale energetico di Kyiv.

Secondo quanto riportato dall’autorevole Journal of Energy Security, l’operazione è vicina dall’essere realizzata. Gazprom starebbe accellerando per la fusione con il colosso statale ucraino, Naftohaz, in un supermonopolista, a guida russa, a cui spetterebbe la ristrutturazione, e gestione, dei gasdotti della Patria di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale.

Unico mezzo per contrastare tale piano, finanziamenti europei per modernizzare i tubi ucraini. Una soluzione poco probabile, dinnanzi ad un’UE in crisi finanziaria, e troppo timorosa nei confronti della Russia.

Oltre ad Ucraina, e gas, anche il cuore dell’Europa, e la nafta, sono al centro della politica energetica del Cremlino. Come riportato da Chechposition, Gazprom starebbe per rilevare il 32,445% della Ceska Rafineria, responsabile dell’estrazione di petrolio in Repubblica Ceca.

A cedere tale quota, l’ENI, che ha comunicato già la cessione della propria fetta ai russi ai partner Shell ed Unipetrol.

 

Matteo Cazzulani

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: