LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: FRANCIA AVVOCATO A BRUXELLES DEI PADRONI DEL GAS

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on March 9, 2011

Parigi avrebbe costretto l’Unione Europea a non-condannare Mosca per l’aggressione alla Georgia, minacciando l’avvio di politiche positive per l’Europa Centro-Orientale

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy

Ancora indiscrezioni dal sito più temuto dalle diplomazie mondiali. Secondo le ultime rilevazioni Wikileaks, la Francia avrebbe imposto all’UE l’immediato miglioramento delle relazioni con la Russia, all’indomani dell’aggressione militare alla Georgia, nell’Agosto 2008.

Nello specifico, Parigi avebbe minacciato il blocco dell’attivazione della Politica di Partenariato Orientale, qualora Bruxelles non avesse unanimemente condannato Tbilisi. Una presa di posizione, assunta dall’allora Presidente di turno UE, Nicolas Sarkozy, con l’occupazione dello stato caucasico da parte dei soldati di Mosca ancora in atto.

Come rilevato dall’autorevole Deutsche Welle, solo in seguito alla risoluzione del conflitto, ed agli accordi di pace stretti nella capitale transalpina — sotto l’egida di una Francia chiaramente conciliante con la Russia — l’UE ha potuto varare il progetto di partnership orientale con Ucraina, Bielorussia, Moldova, Azerbajdzhan, Armenia, e Georgia.

Guidato da Svezia e Polonia, il programma è orientato al progressivo coinvolgimento, ed aiuto, di Paesi — europei per cultura e storia — ancora politicamente esclusi dal Vecchio Continente, in quanto appartenenti al Mondo ex-Sovietico. Un areale geopolitico, che Mosca ritiene proprio appannaggio.

Divide et impera in Ucraina ed Unione Europea

Ma non è tutto. Sempre indiscrezioni Wikileaks, riportate da Radio Liberty, hanno illustrato come la Guerra del Gas russo-ucraina del Gennaio 2009 non sia stata altro che un’operazione geopolitica di Mosca per discreditare il campo arancione di Kyiv. Frammentarlo, e rafforzare i propri gasdotti.

Come comunicato dall’Ambasciatore USA della Federazione Russa, William Taylor, il monopolista russo dell’oro blu, Gazprom, non avebbe tagliato le forniture in misura drastica, ma tanto consistente da dettare le regole delle trattative.

E preferire, come interlocutore del Paese vicino, l’allora Primo Ministro, Julija Tymoshenko, anzichè l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko. Alleati, ma in preda ad una delicata crisi di governo.

Un’arma a doppio taglio, con la quale Mosca avrebbe non solo spezzato il campo dei patrioti ucraini, ma anche mostrato all’Europa l’utilità del Southstream e del Nordstream.

Gasdotti sottomarini, elaborati, in cooperazione con le singole compagnie energetiche dei Paesi UE, per aggirare Paesi invisi al Cremlino, come Moldova, Ucraina, Romania, Paesi Baltici, e Polonia.

Matteo Cazzulani

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