LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LIBERTA’ DI STAMPA: SOLIDARIETA’ A LEGNO STORTO E 5 KANAL

Posted in Editoriale by matteocazzulani on January 28, 2011

Le due testate, partner di Voce Arancione, a rischio chiusura. L’invito ai lettori ad attivarsi, per il diritto ad un’informazione indipendente

In Italia ed Ucraina media liberi sotto attacco. Di rado, scegliamo di ricorrere ad editoriali, e di rivolgerci in prima persona. Ancor meno, siamo soliti comparare situazioni della politica di Roma e Kyiv. Tuttavia, dinnanzi ai risvolti degli ultimi giorni, doverosa un’eccezione.

Due dei partner della Voce Arancione sono in serio pericolo, colpiti da decisioni discutibili della magistratura.

Il primo, è il Legno Storto. Il giornale on-line, con cui da anni è in corso una solida e proficua collaborazione, rischia seriamente la chiusura, accusata di diffamazione dal magistrato Piercamillo Davigo.

In caso di parere favorevole della Corte, una delle poche testate del Belpaese attente alla difesa della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo ex-sovietico sarebbe costretta al pagamento di un’ammenda di 100 mila euro.

Troppo, per un quotidiano che si regge sul contributo di diversi esperti, completamente volontario.

Non diversa la situazione sulle Rive del Dnipro. I colleghi — ed amici — del 5 Kanal hanno deciso di ricorrere in sede europea contro la Corte Amministrativa ucraina.

Il Canale delle Notizie Oneste — come recita il suo slogan — è stato privato di frequenze legittimamente ottenute in concorsi statali. Che i giudici, invece, hanno consegnato al gruppo televisivo Inter, di proprierà del Capo dei Servizi Segreti, Valerij Khoroshovs’kyj.

Oltre al 5 Kanal, simile sorte per Tvi e STB: altre emittenti note, ed apprezzate, per la corretta e costante informazione.

Con una nota, la televisione, protagonista della Rivoluzione Arancione, ha espresso turbamento dinnanzi ad una magistratura condizionata dal volere delle Autorità. E, ancor più fortemente, a cospetto di una vera e propria violazione della Libertà di Informazione.

A confermare, e denunciare, tale clima, già diverse autorevoli organizzazioni e sindacati internazionali, quali Article XIX, Human Rights Watch, Consiglio d’Europa, l’Associazione Europea dei Giornalisti e la Federazione Internazionale della Stampa.

Inoltre, 5 Kanal ha illustrato come il compotamento delle Autorità ucraine sia in aperta violazione degli articoli 1e 10 della Convenzione Internazionale per i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali. I quali, oltre alla libertà di espressione, assicurano il diritto del singolo cittadino ad una completa e varia informazione.

Solidarietà ed invito ai lettori

La Voce Arancione esprime solidarietà con Legno Storto e 5 Kanal. E, con essa, forte preoccupazione per la sorte della stampa libera. Che, sopratutto in internet, ha la possibilità di esistere, comunicare, ed autofinanziarsi.

Pur non addentrandoci nelle vicende della politica italiana, altresì condannando, per l’ennesima volta, l’operato delle Autorità ucraine, autrici di un vero e proprio regresso democratico, invitiamo i lettori ad aiutarci nella battaglia in difesa delle due redazoni.

E, anche e sopratutto, ad un piccolo sforzo, in difesa della Libertà di Parola. E’ sufficiente diffondere quanto più possibile questa notizia.

Lecito ricordare che, secondo il rating annuale di Reporters sans Frontières sulla Libertà di Stampa nel Mondo, su 178 Paesi considerati, l’Italia è il 49esimo Stato. L’Ucraina, il 131esimo.

Dall’impegno di ciascuno, la possibilità di migliorare tale gradutoria.

 

Matteo Cazzulani

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GUERRA ENERGETICA: PARTNER DI BRITISH PETROLEUM CONTRO IL PATTO CON ROSNEFT

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 28, 2011

Il consorzio AAR denuncia in tribunale l’accordo anglo-russo. BR accusata di mancato rispetto degli accordi con i soci precedenti. All’orizzonte un lungo processo

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

L’alleanza anglo-russa finisce a carte bollate. Nella giornata di giovedì, 27 Gennaio, il consorzio AAR ha esposto ricorso alla Corte di Londra, in merito all’accordo tra la British Petroleum ed il colosso russo Rosneft.

Secondo AAR — composta dalle compagnie Alfa, Access Industries e Renova — la multinazionale avrebbe infranto gli accordi, che la obbligano ad informare i partner dell’intenzione di stringere collaborazioni con soggeti terzi.

Una clausola non rispettata. Dal momento in cui, i soci della compagnia britannica — legata ad AAR nel progetto TNK-BP — non hanno rievuto alcuna comunicazione in merito al patto di ferro siglato coi russi.

Fiducioso il Capo di BR, Robert Dalli, che ha spiegato come l’operazione non abbia in alcun modo calpestato gli obblighi nei confronti di soggetti terzi. Convinto della sterilità dell’iniziativa legale, anche il Vice-Premier russo, Igor Sechin, tra i firmatari dell’intesa con Londra.

Una partnership importante

Stretto lo scorso 16 Gennaio, l’accordo ha consegnato ai russi il 5% delle azioni del colosso britannico. Che, in cambio, ha incrementato la sua partecipazione in Rosneft, dall’1,3% al 10,8%.

Inoltre, il Cremlino ha ottenuto il diritto di partecipazione ad operazioni nel Golfo del Messico, nel Mare del Nord, in Alaska, Azerbajdzhan, e Nordafrica.

Il ricorso AAR sarà esaminato in breve tempo. A differenza di Sechin, fiducioso sulle sue buone possibilità di riuscita si è detto l’esperto Aleksej Makarkin.

A supporto delle sue convinzioni, la nota impermeabilità della magistratura britannica. Anche dinnanzi ad un accordo, voluto di persona dai due Primi Ministri, Vladimir Putin, e David Cameron.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: QUARTA ACCUSA PER JULIJA TYMOSHENKO, SEMPRE CONFINATA IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 27, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica accusata di aver fatto la cresta su 1000 Opel Combo, usate come ambulanze. Il Presidente del Parlamento Europeo invita le Autorità a permetterle la partecipazione al summit PPE. Sempre più critica la situazione di Jurij Lucenko, vicino alla condanna definitiva

La lettera del presidente dell'europarlamento, Jerzy Buzek, di invito alla leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lavoro a tempo pieno per la Procura Generale. Nella giornata di giovedì, 27 Gennaio, è astato aperto un nuovo capo d’accusa a carico della leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, ad essere contestato è l’importazione di 1000 Opel Combo, utilizzate come ambulanze veloci nell’operazione Proekt Julij Tymoshenko dell’autunno 2009.

Secondo le Autorità, l’anima della Rivoluzione Arancione avrebbe gonfiato i costi del 20%, falsificato la documentazione delle vetture, ed eluso i controlli doganali.

L’ennesima polpetta avvelenata. Che, per motivi politici, è stata ben impanata per l’ex-Ministro, già accusata di uso improprio dei fondo per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, ed altre 27 autoambulanze.

A dare l’ordine, il Premier, Mykola Azarov, che ha commissionato un’indagine a tappeto sull’operato di Julija Tymoshenko. Con il risultato che, ora, rea – per così dire – di aver pagato le pensioni e provveduto al miglioramento della sanità in un periodo di crisi, la Leader dell’Opposizione Democratica è ospite giornaliera in Procura. Costretta al confino in Patria.

Proprio a riguardo, sempre mercoledì, 27 gennaio è giunto il secondo invito da Bruxelles, per richiedere la sospensione della revoca del diritto d’espatrio, che impedisce alla Lady di Ferro ucraina di prendere parte al congresso del partito Popolare Europeo, a cui appartiene.

A firmare la missiva, il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. Non l’ultimo arrivato. Che, però, si ha l’impressione sarà trattato come tali dai giudici sdi Kyiv, sempre più attenti agli ordini di Mosca.

Continua la repressione politica

In evoluzione anche la vicenda dell’ex-Ministro degli interni, Jurij Lucenko. Uno della decina di politici dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici. Le accuse di abuso d’ufficio in tre capi di imputazione differenti sono state unificate in un unico procedimento.

Come illustrato dalla stessa Julija Tymoshenko, difficile che il Leader di Narodna Samooborona eviti la condanna definitiva.

Nel medesimo stabile, alla stessa ora, convocato anche l’ex Vice-Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk, condotto nell’edificio in manette. Una condizione migliore rispetto a quella di Lucenko, costretto ad assistere ai procedimenti a suo carico da dietro le sbarre. Nemmeno fossimo allo zoo.

Oltre alla procura generale, lavoro a pieno regime anche per le poste. In aggiunta alla missiva di Buzek, dall’Unione Europea è arrivata anche la conferma della concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca per l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Un gesto importante, con cui una delle più solide democrazie, nel Cuore dell’Europa, ha riconosciuto all’esponente dell’Opposizione democratica lo status di perseguitato da parte dell’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

Un monito, affinché sia fermato il regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Matteo Cazzulani

GEORGIA SFIDA IL CREMLINO SUL SATELLITE

Posted in Georgia by matteocazzulani on January 27, 2011

Un nuovo canale in lingua russa informerà sul Caucaso. A finanziare il progetto, il Presidente Saakashvili

 

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Informazione non-stop, dalle 18 a mezzanotte. Nella giornata di martedì, 25 Gennaio, è andato in onda il primo notiziario del Pervyj Informacionnyj Kavkaskij.

 

Una televisione russofona, che informa sui fatti del Caucaso, per contrastare la sistematica disinformazione, operata dal Cremlino, a danno dei Paesi ex-URSS, oggi Indipendenti.

 

A comunicarlo, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, invitato, con un discorso, a dare il via al progetto.

 

Professionisti all’opera

 

7 milioni di euro l’investimento, per uno staff di tutto rispetto. A dirigere il PIK, Robert Parsons, volto noto della BBC, già Direttore della sede georgiana di Radio Liberty.

 

Un giornalista dall’indubbia professionalità, che ha garantito imparzialità da Tbilisi.

 

“Non ce l’abbiamo con la Federazione Russa – ha illustrato – ci interessa un’adeguata informazione su quanto avviene in una delle regioni più delicate del Mondo”.

 

Tra i potenziali spettatori, anche gli italiani, grazie al satellite Hot Bird. Inoltre, è possibile seguire la televisione anche in streaming, dal suo sito.

 

In materia, le Autorità georgiane non sono al primo tentativo. Simile progetto è stato concepito un anno fa. Ma Mosca è stata pronta ad impedire ogni trasmissione, distruggendo il Pervyj Kavkaskij sul nascere.

 

Matteo Cazzulani

LA LETTONIA DA L’ESEMPIO SULLA QUESTIONE LINGUISTICA

Posted in Paesi Baltici by matteocazzulani on January 27, 2011

Gruppi della maggioranza chiedono dimissioni di Parlamentare russofono. Oltre che nella politica, lo scontro alla Corte

Il primo ministro lettone, Valdis Dombrovskis

In Italia ed Ucraina sarebbe la ricetta per diminuire il numero dei Deputati. Nella giornata di mercoledì, 26 Gennaio, presso il Saejm lettone è stata registrata una mozione di sfiducia a carico del Parlamentare Valerij Kravcov, accusato di scarsa padronanza della lingua nazionale.

A presentarla, i gruppi moderati Vienotiba — Unità — e Tutto per la Lettonia! Per la Patria e la Libertà, stanchi dai discorsi ufficiali, in russo, del politico della forza progressista Centro della Concordia.

Secondo il testo, e la legge, un rappresentante del popolo lettone ha l’obbligo di avvalersi della lingua nazionale, almeno nelle sedi diplomatiche e parlamentari. Possibilmente, con la più alta correttezza grammaticale possibile.

Ad accentuare la accuse al politico della sinistra filorussa, la promessa, successiva all’elezione, di imparare il lettone. Mai onorata.

Carte bollate nei Tribunali

Più che su quello politico, lo scontro interessa quello giuridico. Come sottolineato dall’ex-Capo della Corte Costituzionale Lettone, Ajvars Endzynsh, anche se sfiduciato, Kravcov otterrebbe ascolto dalla Corte Europea per i Diritti Umani, in quanto regolarmente eletto.

Della medesima opinione, la Direttrice del Centro della Lingua Nazionale di Lettonia, Maryza Berzynsha, che ha illustrato come la padronanza del lettone non sia certificata da un ente preciso, ma ricada sulla discrezione del singolo candidato.

Pertanto, se Kravcov ha creduto di possedere un’adeguata conoscenza dell’idioma ufficiale, leggittimamente ha potuto presentarsi alle elezioni.

A risolvere l’impasse burocratica, l’impegno del Parlamento a riformare la legge elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative del 2013.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: 5 KANAL E TVI ANCORA SOTTO PRESSIONE. DURO COLPO ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 26, 2011

Respinto il ricorso delle due tv indipendenti contro l’esproprio di frequenze, a vantaggio di reti filogovernative. Nuove accuse per Jurij Lucenko. Ricorso di Julija Tymoshenko contro il confino in Patria

I loghi di 5 Kanal e TVi

Cronaca di ordinaria repressione. Nella giornata di mercoledì, 26 Gennaio, le Autorità ucraine hanno continuato l’opera di pressione su Opposizione Democratica e giornalisti liberi.

Notizia del giorno, la sentenza della Corte Amministrativa Suprema, che ha rigettato il ricorso presentato da TVi e 5 Kanal, contro l’esproprio di alcune frequenze.

Il verdetto, atteso da una giornata, limita la capacità di trasmissione delle due televisioni indipendenti – note per la corretta e costante informazione – in favore del gruppo Inter, di proprietà del capo dei Servizi Segreti, Valerij Khoroshkovskij.

L’ennesima speranza, il ricorso alla Corte Suprema, e a quella Europea. Azioni che, come confermato dai legali di TVi e 5 Kanal, sicuramente saranno intraprese.

Altre accuse per Lucenko. La Tymoshenko lotta per il summit PPE

Sul piano politico, formulato un terzo capo d’accusa sull’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. L’esponente dell’Opposizione democratica è stato accusato di gestione fraudolenta dei fondi per l’organizzazione della Giornata della Polizia nel 2009.

L’ennesima accusa politica. Da sommare a quelle per abuso d’ufficio nell’assunzione del proprio autista, e nelle indagini per l’avvelenamento dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Tanto gli è bastato per essere arrestato presso la sua abitazione. E, ora, essere detenuto in isolamento, come il peggiore degli assassini.

Sotto tiro anche la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Sempre mercoledì, 26 Gennaio, il suo avvocato, Bohdan Ferenc, ha presentato ricorso al divieto di recarsi a Bruxelles, imposto all’anima della Rivoluzione Arancione. 

Ad esso, è stata allegata la traduzione dell’invito inoltrato alla procura dal Partito Popolare Europeo, che ha convocato Julija Tymoshenko al suo congresso.

La stesura del documento in inglese è stata la ragione per cui i Giudici hanno negato la sospensione della revoca del Diritto d’Espatrio, imposto all’ex-Primo Ministro.

Anche lìanima della Rivoluzione Arancione è vittima di un processo politico. Costretta a giornalieri interrogatori in Procura, per rispondere di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini e 27 autoambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica sarebbe rea di aver pagato le pensioni, in un periodo di crisi, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario.

Colpe gravi. Che, se si milita nel campo arancione, nell’Ucraina del Presidente, Viktor Janukovych, si pagano molto caro. 

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: ITALIA, FRANCIA E GERMANIA CONTRO BARROSO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 26, 2011

Roma, Parigi e Berlino criticano la politica energetica della Commissione Europea, volta a diminuire la dipendenza dalla Russia

 

I percorsi del Nabucco e del Southstream

L’Europa da lezioni di Karahiri energetico. Ad impugnare il pugnale, i Ministri dell’Industria italiano e francese, Paolo Romani ed Eric Besson. I quali, a margine di un incontro con il collega tedesco, hanno comunicato la necessità di ridiscutere la politica energetica di José Manuel Barroso.

 

il Presidente della Commissione Europea è riuscito a stringere importanti accordi energetici con Azerbajdzhan e Turkmenistan, per l’acquisto, e l’importazione, di gas centro asiatico. Una mossa strategica, per allentare la dipendenza dalla Russia.

 

In particolare, Romani e Besson hanno dubitato dell’effettiva compatibilità tra Southstream, Nabucco ed ITGI – Interconnettore Turchia, Grecia ed Italia.

 

I primi due gasdotti, ancora in fase di realizzazione, sono stati concepiti rispettivamente da Gazprom ed ENI – i monopolisti del gas russo ed italiano – e dai Paesi del consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Romania, Ungheria e Moldova – per rifornire il Vecchio Continente di oro blu. Bypassando, nel primo caso, Romania, Moldova ed Ucraina. Nel secondo, la Federazione Russa.

 

A gamba tesa su Barroso

 

“Probabilmente – ha dichiarato il Ministro italiano – i progetti non sono conciliabili. La politica va ridiscussa nel suo complesso”.

 

L’UE ha intrapreso trattative anche con realtà nordafricane ed asiatiche. Scopo dell’azione politica, la diversificazione delle fonti, in attesa dell’entrata in vigore del progetto di unificazione del sistema infrastrutturale energetico del Vecchio Continente.

 

Già approvato dall’Europarlamento. Ma in vigore solo tra due anni.

 

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LITUANIA CONTRO GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 26, 2011

Vilna accusa il monopolista russo di infrangere il regolamento dell’Unione Europea. Mosca nega l’uso politico dei gasdotti. Ma accorda oro blu gratuito alla Transnistria

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Condotta antieuropea. Questa l’accusa con cui la Lituania ha denunciato alla Corte Europea il monopolista russo del Gas, Gazprom.

Come riportato dall’agenzia Lenta.Ru, Vilna ha accusato Mosca di impedire la libera concorrenza nel mercato energetico interno allo Stato Baltico. E, con essa, l’applicazione delle normative di Bruxelles.

Tra esse, la più importante, il Terzo Pacchetto Energetico, che prevede l’apertura della gestione dei gasdotti a differenti soggetti. Una liberalizzazione, ad oggi impossibile in Lituania, dove Gazprom possiede cospicue azioni della compagnia statale Lietuvos Dujos.

Tante, da mandarne all’aria ogni tentativo di smembramento e re-privatizazione, approntato da Vilna.

Risoluta la risposta di Mosca. Il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, da un lato ha accusato l’UE di disturbare investimenti esteri con risoluzioni ingiuste. Dall’altro, ha denunciato il tentativo lituano di estromettere Gazprom dal Paese.

Simile tentativo è stato inizato anche da Estonia e Lettonia. Poi, convinte da Gazprom al dietrofront con la concessione di uno sconto del 15% sulla bolletta annuale.

In aggiunta, lecito evidenziare che la Lituania è il maggiore consumatore di oro blu di Mosca tra i tre Paesi Baltici.

Gas gratuito alla Transnistria

Differente, rispetto a quella con Vilna, la politica nei confronti della Transnistria. Come riportato dallo EU Observer, Tiraspol per il prossimo anno riceverà da Gazprom gas gratuito.

Una mossa politica, come rimarca la testata, approntata per rinsaldare il legame tra la repubblica separatista moldava e Mosca. Anziché, con Chisinau e Bruxelles.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: A JULIJA TYMOSHENKO VIETATA BRUXELLES

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 25, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica trattenuta in Patria per non partecipare al summit PPE. Rinnovata l’accusa per il pagamento irregolare delle pensioni. Il Procuratore Generale: “Ce lo ha chiesto lei”. L’anima della Rivoluzione Arancione denuncia la repressione politica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

La squadra di Janukovych ha problemi con l’inglese. E, a quanto pare, anche con il savoir faire. Nella giornata di martedì, 25 Gennaio, la procura Generale ha negato alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, di recarsi a Bruxelles per lavoro.

Motivazione, la stesura dell’invito in lingua inglese. Senza traduzione. Tanto è bastato alle Autorità, per rigettare la richiesta del partito Popolare Europeo, e costringere l’Anima della Rivoluzione Arancione a rinunciare alla riunione della forza politica continentale a cui appartiene.

Un impegno fissato da tempo. Julija Tymoshenko è stata avvisata da settimane, con una lettera personale del Leader del PPE Vilfred Martens. A nulla è bastata la richiesta supplementare, necessaria per sospendere temporaneamente la revoca al Diritto d’Espatrio, imposta dai giudici all’ex-Primo Ministro.

Ma non è tutto. Nella medesima giornata, il procuratore Generale, Viktor Pshonka, ha spiegato che il processo è stato rinnovato per volere della stessa Julija Tymoshenko.

Una perfetta masochista, secondo le Autorità, subito accontentata dai magnanimi giudici. Confermate le accuse a suo carico per uso improprio dei fondi per le emissioni CO2 alle uscite sociali.

Julija Tymoshenko al contrattacco

Terminato l’interrogatorio odierno, l’ennesimo giornaliero, l’anima della Rivoluzione Arancione ha ribadito che i conti sono in ordine, che non ci sono prove a supporto delle accuse, e che, in ogni caso, è accusata del pagamento delle pensioni, in un periodo di crisi, anziché al rispetto del Protocollo di Kyoto.

Una situazione che ha spinto Julija Tymoshenko al contrattacco. Come riportato dal settimanale Glavnoe, la Leader dell’Opposizione Democratica non solo intende confutare le accuse politiche a suo carico, ma anche denunciare a sua volta l’operato del Presidente, Viktor Janukovych.

Il quale, proprio in virtù delle medesime imputazioni, sarebbe colpevole.

“Mi si accusa di aver speso 12,5 milioni di euro per l’acquisto di autoambulanze – ha evidenziato – ma come definire i 17 milioni sottratti al bilancio statale da Janukovych per un elicottero privato? E’ una questione politica, organizzata per eliminare un avversario”.

Lecito ricordare che, oltre ai fondi di Kyoto, ed alle ambulanze, Julija Tymoshenko è accusata di arricchimento nell’ambito dell’acquisto di vaccini.

A supporto della natura politica del provvedimento, anche gli arresti di una decina di personalità del suo entourage, ad oggi rinchiusi sotto stretta osservazione. Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Vice Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk.

Matteo Cazzulani

L’UE DECIDE SULLA PARTNERSHIP NEL MAR NERO

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on January 25, 2011

Diritti Umani, gas, tutela dell’ambiente, e lotta al traffico di armi. La proposta PPE per il confine sud-orientale

 

Il simbolo del Partito Popolare Europeo

Valori e pragmatismo sul Mar Nero. Questa la ricetta che l’Unione Europea potrebbe seguire, per la propria politica estera, da Marjupol ai Dardanelli.

 

Una proposta, avanzata dal Partito Popolare Europeo, da finanziare con un’apposita voce del bilancio continentale.

 

Nello specifico, i moderati europei hanno richiesto una maggiore presenza di Bruxelles sul Mar Nero, per garantire il rispetto dei Diritti Umani. E la pacificazione di una regione spesso instabile, seppur non a rischio conflitti.

 

Un dovere morale per l’Europa. Dalla cui realizzazione possono derivare controllo dei flussi migratori, e risorse energetiche.

 

Critiche ai russi in Crimea

 

Ulteriore finalità, la prevenzione del traffico d’armi, e la regolarizzazione delle sinergie tra gli eserciti della regione. A tale pro, critiche sono state espresse per il prolungamento della permanenza della Flotta Russa a Sebastopoli, in territorio ucraino.

 

Una concessione di Kyiv, effettuata, lo scorso Maggio, con la speranza – poi disillusa – di uno sconto sulla bolletta dell’oro blu da parte di Mosca.

 

Per la realizzazione della partnership, preventivata una tavola rotonda permanente tra i Ministri degli esteri UE e quelli di Azerbajdzhan, Armenia, Moldova, Ucraina, e Georgia.

 

Ad essa, potranno aggiungersi anche esponenti di Turchia e Russia.

 

Matteo Cazzulani

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