LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: NUOVO FRONTE UCRAINO-POLACCO CONTRO LA RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 30, 2011

A Davos, Janukovych dichiara sostegno a Komorowski, e firma accordi con l’Azerbajdzhan per diminuire la dipendenza dall’oro blu russo. Avviata la collaborazione azero-ucraino-bielorussa anche per la nafta

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Sulla questione energetica, Viktor Janukovych ha fatto la sua scelta di campo. Forse. Nella giornata di venerdì, 30 Gennaio, il Presidente ucraino ha criticato i progetti della Federazione Russa, ed espresso comunanza di intenti con il suo collega polacco, Bronislaw Komorowski.

Una dichiarazione shock, proveniente da un Capo di Stato, da sempre troppo attento ai buoni rapporti con Mosca, prima che con Varsavia e Bruxelles.

Nello specifico, Janukovych ha contestato il Southstream ed il Nordstream: due gasdotti sottomarini, progettati dal Cremlino per bypassare Paesi ai suoi occhi inaffidabili, come Ucraina e Polonia, e garantire i rifornimenti di gas ai clienti dell’Europa Occidentale, coinvolti finanziariamente nei progetti.

Ad oggi, le esportazioni di oro blu russo transitano per il 20% per il sistema infrastrutturale energetico bielorusso. Per l’80%, per quello ucraino.

Proprio la modernizzazione di questo ultimo, e la sua cessione al monopolista russo del gas, Gazprom, è stata la contropartita offerta da Janukovych a Mosca, per mantenere una partnership privilegiata.

Il giallo mediatico e la nafta di Baku

Invano. Al punto tale da spingere il Capo di Stato ucraino alle dichiarazioni di Davos. Che, tuttavia, sono state riportate dalla BBC, ma non dal sito ufficiale dell’Amministrazione Presidenziale.

“Condivido le preoccupazioni della parte polacca — ha dichiarato, nel corso del tradizionale pranzo offerto nella località svizzera dal businessman Viktor Pinchuk — i due progetti sottomarini [sul fondale di Mar Baltico e Mar Nero, n.d.a.] sono più sconvenienti rispetto alla modernizzazione dei gasdotti già esistenti. La loro costruzione ci penalizza”.

A certificare la spaccatura con la Russia, anche il commento positivo ai piani Shell di realizzazione di un terminale per l’estrazione di gas liquido in Ucraina. E la firma di un accordo con l’Azerbajdzhan per la fornitura di gas naturale.

Proprio con Baku, l’intesa è stata rafforzata anche dall’avvio della collaborazione per il trasporto di nafta in Bielorussia.

Sempre venerdì, 28 Gennaio, il primo container di oro nero azero è sbarcato nel Terminale Meridionale, sul Mar Nero. Da esso, è stato inoltrato a Minsk, tramite l’oleodotto Odessa-Brody.

Stretto lo scorso 17 Gennaio, l’accordo bielorusso-ucraino prevede l’invio di benzina, per un totale di 8 milioni di tonnellate annui.

Matteo Cazzulani

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