LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

DIRITTI UMANI: IL CONSIGLIO D’EUROPA CONDANNA RUSSIA, UCRAINA, POLONIA ED ITALIA

Posted in Russia, Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on January 29, 2011

Mosca, Kyiv, Varsavia, e Roma sorde dinnanzi alle condanne di Strasburgo sui casi, in diversa misura, di arresti politici, violenze sui dissidenti, e processi troppo duraturi. Criticato l’operato del Cremlino nel Caucaso. In Ucraina, Opposizione Democratica ancora sotto pressione

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Nota di demerito per Putin, Janukovych, Komorowski, e Berlusconi. Nella giornata di mercoledì, 26 Gennaio, il Consiglio d’Europa ha condannato una lista di Paesi per il mancato rispetto dei Diritti Umani.

Come riportato dalla mozione, presentata dal cipriota Christos Purgurides, del Partito Popolare Europeo, Russia, Ucraina, Polonia, ed Italia recepiscono con preocupante ritardo le direttive di Strasburgo.

Ad entrare nella lista nera, anche Moldova, Grecia, Bulgaria, Romania e Turchia. Tutti Paesi in cui, per motivi, ed in misura differente, la polizia è autrice di violenze sui manifestanti, lo stato delle carceri è critico, sono compiuti arresti politici, ed i procedimenti giudiziari sono troppo duraturi.

Russia ed Ucraina nel mirino

Particolare attenzione al caso russo, con una espressa condanna delle sistematiche violazioni dei Diritti Umani da parte dell’esercito di Mosca nel Caucaso, Cecenia in primis. E degli arresti a carico dei dissidenti politici.

Medesima motivazione per cui ad essere rearguita è anche l’Ucraina. Dall’insediamento dell’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych, son già una decina, tra i suoi avversari del campo arancione, ad essere finiti sotto processo. Quando non arrestati, per motivazioni poco concrete.

Tra essi, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, e 27 autoambulanze. Imputazioni che costringono l’ex-Primo Ministro ad interrogatori giornalieri in Procura, ed al confino in Patria.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione sarebbe rea, per così dire, di aver pagato le pensioni in un periodo di crisi, e provveduto al miglioramento del sistema sanitario.

Altro dissidente colpito, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, con l’accusa di abuso d’ufficio in tre differenti circostanze.

In aggiunta, giovedì, 27 Gennaio, la Procura Generale ha dichiarato di essere intenzionata ad aprire un processo a carco del figlio, Oleksandr, per Oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Il giovane sarebbe reo di aver insultato il Giudice, in seguito alla conferma della detenzione di suo padre.

Che, lecito ricordare, si è visto arrestare al rientro della passeggiata col cane, sotto casa, lo scorso 26 Dicembre.

Matteo Cazzulani

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