LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: QUARTA ACCUSA PER JULIJA TYMOSHENKO, SEMPRE CONFINATA IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 27, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica accusata di aver fatto la cresta su 1000 Opel Combo, usate come ambulanze. Il Presidente del Parlamento Europeo invita le Autorità a permetterle la partecipazione al summit PPE. Sempre più critica la situazione di Jurij Lucenko, vicino alla condanna definitiva

La lettera del presidente dell'europarlamento, Jerzy Buzek, di invito alla leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lavoro a tempo pieno per la Procura Generale. Nella giornata di giovedì, 27 Gennaio, è astato aperto un nuovo capo d’accusa a carico della leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, ad essere contestato è l’importazione di 1000 Opel Combo, utilizzate come ambulanze veloci nell’operazione Proekt Julij Tymoshenko dell’autunno 2009.

Secondo le Autorità, l’anima della Rivoluzione Arancione avrebbe gonfiato i costi del 20%, falsificato la documentazione delle vetture, ed eluso i controlli doganali.

L’ennesima polpetta avvelenata. Che, per motivi politici, è stata ben impanata per l’ex-Ministro, già accusata di uso improprio dei fondo per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, ed altre 27 autoambulanze.

A dare l’ordine, il Premier, Mykola Azarov, che ha commissionato un’indagine a tappeto sull’operato di Julija Tymoshenko. Con il risultato che, ora, rea – per così dire – di aver pagato le pensioni e provveduto al miglioramento della sanità in un periodo di crisi, la Leader dell’Opposizione Democratica è ospite giornaliera in Procura. Costretta al confino in Patria.

Proprio a riguardo, sempre mercoledì, 27 gennaio è giunto il secondo invito da Bruxelles, per richiedere la sospensione della revoca del diritto d’espatrio, che impedisce alla Lady di Ferro ucraina di prendere parte al congresso del partito Popolare Europeo, a cui appartiene.

A firmare la missiva, il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek. Non l’ultimo arrivato. Che, però, si ha l’impressione sarà trattato come tali dai giudici sdi Kyiv, sempre più attenti agli ordini di Mosca.

Continua la repressione politica

In evoluzione anche la vicenda dell’ex-Ministro degli interni, Jurij Lucenko. Uno della decina di politici dell’Opposizione Democratica arrestati per motivi politici. Le accuse di abuso d’ufficio in tre capi di imputazione differenti sono state unificate in un unico procedimento.

Come illustrato dalla stessa Julija Tymoshenko, difficile che il Leader di Narodna Samooborona eviti la condanna definitiva.

Nel medesimo stabile, alla stessa ora, convocato anche l’ex Vice-Ministro della Giustizia, Jevhen Kornijchuk, condotto nell’edificio in manette. Una condizione migliore rispetto a quella di Lucenko, costretto ad assistere ai procedimenti a suo carico da dietro le sbarre. Nemmeno fossimo allo zoo.

Oltre alla procura generale, lavoro a pieno regime anche per le poste. In aggiunta alla missiva di Buzek, dall’Unione Europea è arrivata anche la conferma della concessione dell’asilo politico da parte della Repubblica Ceca per l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Un gesto importante, con cui una delle più solide democrazie, nel Cuore dell’Europa, ha riconosciuto all’esponente dell’Opposizione democratica lo status di perseguitato da parte dell’Amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych.

Un monito, affinché sia fermato il regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Matteo Cazzulani

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