LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UE ED OSCE: LITUANIA ED UNGHERIA ALLA PROVA

Posted in Paesi Baltici, Ungheria, Unione Europea by matteocazzulani on January 19, 2011

Ai due Paesi della Nuova Europa, rispettivamente la Presidenza di Turno dei due organismi. I piani per risolvere le sfide più attuali

Il premier ungherese, Viktor Orban

L’una, dinnanzi alle sfide globali. L’altra, a quelle locali, con uno sguardo ad Est. Questa la doppia strategia dei due Paesi UE, che per i prossimi mesi ricopriranno enormi responsabilità. La Lituania, il coordinamento dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea. L’Ungheria, la presidenza di turno dell’Unione Europea.

Ambizioso il piano della Repubblica Baltica, che ha promesso un ruolo attivo nella risoluzione dei conflitti tra paesi OSCE. Tra essi, quello nelle repubbliche georgiane di Ossezia del Nord ed Abkhazija, tra Azerbajdzhan ed Armenia per il Nagorno-Karabakh, e le continue frizioni tra Moldova e Transnistria.

Un’operazione diplomatica delicata, sempre all’insegna della non violenza. La stessa che, come dichiarato dal Ministro degli Esteri di Vilna, Audronjus Azubalis, la Lituania intende adottare anche nei confronti della vicina Bielorussia.

Sopratutto, in seguito agli arresti politici, ed ai brogli elettorali, dello scorso 19 dicembre, che hanno confermato la natura autoritria dell’Amministrazione di Aljaksandar Lukashenka.

“Sono dispiaciuto — ha dichiarato il diplomatico — dinnanzi alla decisione della Bielorussia di chiudere la sede OSCE. Ci batteremo per ripristinare la collaborazione”.

In aggiunta, altre battaglie degne di merito. Oltre alla lotta contro il traffico di narcotici ed esseri umani, la difesa dei diritti dei giornalisti. Una categoria, come dimostrano le cronache giornaliere, purtroppo ancora scomoda in molte parti del Mondo, dove essere reporter significa rischiare ricatti e percosse. Se non peggio.

Dinnanzi a tale emergenza, Vilna ha promesso di squarciare il velo di silenzio sulla sorte dei cronisti, spesso motivato da ragioni geopolitiche: sete di gas della Vecchia Europa, e volemose bene obamiano-komorowskiano, in primis.

Budapest guarda a Kyiv

Differente la strategia magiara. L’Ungheria ha dedicato la guida semestrale UE alla regione del Danubio. 14 i Paesi coinvolti in un piano di sviluppo di trasporto fluviale, turismo, tutela dell’ambiente, e scambi culturali.

Tra essi, anche chi dell’Unione Europea non fa ancora parte, come l’Ucraina. Interessata, seppur solo parzialmente, nella Oblast’ di Odessa.

100 miliardi di euro, l’investimento stanziato per un’operazione accolta tiepidamente dagli esperti. Oltre alla non certa volontà di collaborare da parte di tutti gli Stati, ad essere criticata è la natura prettamente economica del progetto.

Non sufficiente, ad agevolare l’integrazione di Kyiv nell’Unione continentale.

Matteo Cazzulani

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