LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

BIELORUSSIA: NEL MIRINO DI LUKASHENKA ANCORA MEDIA ED OPPOSITORI

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on December 28, 2010

Oltre a Radio Europea per la Bielorussia e Belsat, colpiti altri dissidenti. Nessuna notizia sulle condizioni dei candidati dell’opposizione incarcerati. Milinkevych si appella all’UE. Lukashenka nomina un nuovo governo

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Sequestro totale. Fino all’ultimo microfono. Così il Presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, ha imbavagliato la Radio Europea Per la Bielorussia e la tv Belsat. Impegnate, con fondi UE, in una quotidiana opera di informazione, indipendente dal controllo delle Autorità di Minsk.

Nel contempo, come riportato da diverse fonti, continua la repressione dei dissidenti politici, continuamente prelevati da edifici pubblici ed abitazioni private. Persino dai treni, come accaduto a Sjarhej Marcaljev, aiutante del segretario del partito socialemocatico Hramada, Nikolaj Statkevych. Uno dei cinque candidati dell’opposizione, incarcerati il giorno delle elezioni presidenziali, Domenica, 19 dicembre.

Su di loro, nessuna notizia. Nemmeno dagli avvocati, a cui è interdetta ogni possibilità di dialogo. In particolare, preoccupa la sorte di Vladimir Njakljajev, esponente del movimento Di La Verità, imprigionato, ad urne chiuse, dopo essere stato malmenato dalla polizia. Determinata nel richiedere giustizia per il poeta bielorusso, la moglie, Ol’ga.

Chi, invece, sul coniuge non può contare è il principale avversario di Lukashenka, il coordinatore dell’associazione Bielorussia Europea, Andrej Sannikov. Anche sua moglie, la giornalista Irina Khalip, è stata incarcerata. Forse, rea di corrispondere per la testata russa Novaja Gazeta — resa nota dalla straordinaria opera di Anna Politkovskaja.

L’appello all’Europa

Gli studi di Belsat tv

Oltre a Statkevych, Njakljajev e Sannikov, buio totale anche sul Capo del Partito Civico Unito, il liberale Jaroslav Romanchuk, e sul candidato della Democrazia Cristiana Bielorussa, Vitalij Rymashevskyj. L’unico scampato dalle fauci delle autorità, il Leader del Fronte Nazionale Bielorusso, Ryhorij Kostusev.

Un appello all’Unione Europea è stato inoltrato dal Presidente el movimento Za Svabodu, Aljaksandar Milinkevych. L’ex competitor di Lukashenka nel 2006 ha chiesto a Bruxelles la sospensione di ogni contatto con Minsk, fino a quando i dissidenti non saranno liberati.

Secca la riposta delle Autorità, che ha accusato l’OSCE di spionaggio. Nessuna reazione nemmeno dal bat’ka — com’è definito Lukashenka in Patria — che lunedì, 27 dicembre, ha sciolto il vecchio esecutivo, per rinnovarlo con sue nomine.

Matteo Cazzulani

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