LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

WIKILEAKS: IN UCRAINA TREMA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 5, 2010

Secondo ulteriori indiscrezioni del celebre sito, il Presidente ucraino avrebbe minacciato quello lituano, ed usuffruito di consulenti USA per la campagna elettorale grazie a finanze illecite. Gas, Holodomor e Mazepa all’origine delle frizioni tra Kyiv e Mosca

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

C’è tanta Ucraina nelle rivelazioni WikiLeaks. Secondo quanto riportato dalla versione ucraina della BBC, tra i documenti publicati dal sito più temuto del pianeta ci sono dispacci dell’intelligence americana in merito alla situazione politica sulle rive del Dnipro, dal 2005 al 2008.

Stando ad una nota, inviata a Washington dall’ambasciata USA di Kyiv nel 2005, l’attuale Presidente, Viktor Janukovych, avrebbe rivolto parole pesanti al Capo di Stato lituano, Valdas Adamkus. Reo, secondo il capo del Partija Rehioniv — allora all’opposizione — di avere appoggiato la Rivoluzione Arancione. Con cui, con l’arma della non violenza, gli ucraini hanno reagito alle ennesime elezioni falsate, e portato alla vittoria il campo democratico.

Sempre riguardo al Partija Rehioniv, l’allora Console americano, Daymon Wilson, avrebbe fornito al Consiglio di Sicurezza nazionale un dettagliato rapporto della forza politica, da cui emerge  l’importanza dell’oligarca Rinat Akhmetov. Grazie ai suoi cospicui finanziamenti, Janukovych si sarebbe assicurato i servizi di una nota compagnia americana di consulenza elettorale nelle parlamentari , vinte, del 2006.

Oltre alle sponsorizzazioni oscure, a preoccupare Washington, anche il comportamento assunto da esponenti del Partija Rehioniv in ambito internazionale. In particolare, la posizione in favore del regime cubano di Fidel Castro, espressa della Commissaria per i Diritti Umani, Nina Karpanova, numero due nelle liste della forza politica di Janukovych.

L’oro blu e la fine della Rivoluzione Arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Infine, emerge l’attenzione con cui gli Stati Uniti hanno seguito i continui litigi interni al campo arancione. Particolare apprensione sarebbe stata comunicata alla rappresentanza USA a Kyiv circa le frizioni tra l’allora Premier, Julija Tymoshenko, ed il Presidente emerito, Viktor Jushchenko.

Motivazione principale delle incomprensioni, il gas. La Lady di Ferro ucraina, attuale Leader dell’Opposizione Democratica, avrebbe agito per trattare l’oro blu direttamente con la Russia. L’ex Capo di Stato, invece, si sarebbe schierato in difesa dell’intermediario RosUkrEnergo: misteriosa compagnia elvetica, posseduta per metà dal monopolista russo Gazprom e dall’oligarca ucraino Dmytro Firtash, incaricata della compravendita del gas in Ucraina.

Altri punti alla base dei cattivi rapporti con Mosca, la permanenza della Flotta Russa del Mar Nero  in territorio ucraino, ed il rafforzamento del ricordo di pagine importanti della storia di Kyiv. In primis, l’Holodomor, e l’eroica figura di Ivan Mazepa.

Lecito ricordare che precedenti rivelazioni, pubblicate venerdì, 3 dicembre, hanno indicato Firtash come uomo di fiducia di Jushchenko per gli affari energetici.

Inoltre, l’attuale principale finanziatore di Janukovych sarebbe stato, con Akhmetov, il vero regista dell’inciucio tra Nasha Ukrajina — il partito di Jushchenko — ed il Partija Rehioniv. L’accordo, certificato nell’agosto 2006 da un memorandum, ha portato ad una coalizione di governo, allargata a socialisti e comunisti, tanto anomala quanto poco duratura.

Unico ad opporsi, il BJuT — il gruppo di Julija Tymoshenko — da sempre fedele agli ideali del Majdan, e, corentemente, alla tutela degli interesi nazionali ucraini.

Matteo Cazzulani

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