LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: IN TRE PER IL MEDITERRANEO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 1, 2010

Southstream, Nabucco e TAP si sfidano per l’esclusiva energetica sul Mare Nostrum. Polonia ed Ucraina rispolverano il prolungamento dell’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica

Il tragitto di Southstream e Nabucco

L’ennesima calda stagione energetica è in arrivo. Uno dei mesi più roventi, maggio, quando sarà decisa la partita per l’egemonia dei gasdotti nel Mediterraneo. A comunicarlo, in un’intervista all’autorevole testata EurActiv, il Direttore della compagnia Trans-Adriatic Pipeline, terzo incomodo nella contesa.

Sì perché a contendersi i fondali del Mare Nostrum sono anche il consorzio Southstream, e quello per la costruzione del Nabucco: due gasdotti con simile tragitto, ma differente ratio politica.

Il primo, noto anche come Gasdotto Ortodosso, è stato progettato dal monopolista russo Gazprom e dal colosso italiano ENI per rifornire di gas il vecchio continente, bypassando Paesi instabili agli occhi di Mosca come Ucraina, Moldova e Romania. Ad esso, compartecipano le compagnie energetiche nazionali di Paesi interessati ed alleati della Russia, come quelle macedone, serba, bulgara, greca, francese, tedesca ed austriaca.

Il Nabucco, invece, è stato ideato da UE ed USA, ed appoggiato da Georgia, Azerbajdzhan, Ungheria e Romania, per trasportare oro blu centroasiatico, senza dipendere dalla Federazione Russa.

Chi tra i tre progetti vincerà la gara sarà noto in maggio, quando verranno assegnati i diritti di sfruttamento del giacimento Shakh Deniz 2. Un serbatoio di 10 miliardi di meri cubi, in territorio azero, cruciale per l’approvvigionamento dei tre concorrenti.

Proprietario dell’oasi di gas, l’omonimo gruppo Shakh Deniz, controllato da compagnie iraniane, inglesi, azere ed italiane – tra cui Statoil, British Petroleum, e LukAgip.

L’Odessa-Brody fino a Danzica

Gazprom ed ENI nel progetto Southstream

Oltre all’eldorado azero, c’è anche il petrolio di Chavez. Nella giornata di martedì, 30 novembre, la Polonia ha dichiarato l’intenzione di prolungare l’oleodotto Odessa-Brody fino a Danzica, ripristinando un vecchio progetto – elaborato con l’Ucraina dei governi Tymoshenko e dell’amministrazione Jushchenko – per allentare la dipendenza da Mosca.

A sancirlo, il Maresciallo del Sejm polacco, Bogdan Borusewicz, in occasione di un summit con il Premier ucraino, Mykola Azarov.

Così, dinnanzi alla poco produttiva collaborazione con la Lituania, anch’essa fortemente dipendente dalla Russia, la Polonia ha deciso di voltare le spalle alla storica sorella, e rivolgersi all‘asse Janukovych-Lukashenka.

Difatti, ad alimentare l’Odessa-Brody è nafta venezuelana, acquistata da Minsk a prezzi di favore, ricevuta nel porto ucraino di fondazione genovese, e trasportata in Bielorussia.

Matteo Cazzulani

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