LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MOLDOVA DI NUOVO AL VOTO

Posted in Moldova by matteocazzulani on November 28, 2010

Chisinau alle parlamentari in un clima incerto. La scelta è tra stabilità e restaurazione del passato, e sviluppo ed integrazione europea

Il capo dei comunisti moldavi, Vladimir Voronin

Moldavi alle urne per la quarta volta in due anni. Quelle di domenica, 28 novembre, sono le terze elezioni parlamentari dal2009, convocate a seguito del fallimento della coalizione di governo – l’Alleanza per l’Integrazione Europea – nel referendum per l’introduzione del presidenzialismo.

L’ennesima scocciatura per alcuni. Per altri, invece, un segno di maturità di una democrazia che ha cominciato, lentamente, a camminare. Tutto è iniziato dalla famosa Rivoluzione Twitter dell‘aprile 2009, quando in migliaia sono scesi in piazza per contestare, con l’arma della non violenza, le ennesime elezioni truccate dall’allora presidente, il comunista Vladimir Voronin.

La ripetizione del voto ha portato al governo quattro partiti liberal-pattriottici, che hanno guidato il Paese con una maggioranza stringata. Fallita per due tentativi l’elezione del Presidente in Parlamento, le forze dell’Alleanza per l’Integrazione Europea hanno indetto, il 5 settembre 2010, un referendum per introdurre l’elezione diretta del Capo dello Stato.

Fallito, a causa della bassa partecipazione incoraggiata dai comunisti, le forze politiche della coalizione hanno aperto la crisi di governo.

In cinque in Parlamento

Il Primo Ministro moldavo, Vlad Filat

Alla consultazione prendono parte 20 partiti. Solo 5, tuttavia, potrebbero entrare in Parlamento. La prima delle forze politiche è quella dei comunisti, che propone stabilità economica e politica, paghe sociali e riavvicinamento del Paese alla Russia. Già maggioranza relativa in Parlamento, gli ultimi sondaggi la danno al 35%.

A seguire, i quattro partiti dell’Alleanza per l’Integrazione Europea. Il primo di essi è il Partito LiberalDemocratico di Moldova, guidato dall’attuale Primo Ministro, Vlad Filat. Forte di un consolidamento della democrazia, miglioramenti in campo legislativo e buona reputazione presso l’UE – che ha semplificato il regime dei visti per la Moldova dal 2012 – il PLDM è dato al 20%.

Al terzo posto, con il 12% dei consensi, si classificherebbe il Partito Democratico. Il cui Segretario è l’ex comunista Marian Lupu, candidato, invano, alla presidenza dalla coalizione di governo per due tentativi.

Staccato di un punto il Partito Liberale di Moldova, retto dall’attuale Speaker, e presidente ad interim, Mihai Ghimpu. Il PLM propone riforme in campo economico sul modello di quelle europee, con la finalità di avvicinare quanto più possibile Chisinau a Bruxelles.

Chiude Moldova Noastra, stimata al 6% dei voti. L’alleanza di soggetti politici minori patriottico-moderati, guidata da Serafin Urechean, è la più risoluta nel contrastare il pericolo di un ritorno al potere dei comunisti.

Sviluppi imprevedibili. Cruciale l’affluenza

Il segretario del Partito Democratico, Marian Lupu

Pronosticare gli sviluppi della situazione politica moldava è altro che semplice. Qualora tutti e quattro i partito dell’Alleanza per l’Integrazione Europea si ritrovassero in Parlamento con la maggioranza, già hanno comunicato l’intenzione di ripristinare la coalizione, e continuare sul cammino di avvicinamento a Bruxelles.

Ciò nonostante, incognita è il Partito Democratico. Lupu, infatti, ha portato la sua forza politica nell’internazionale socialista, e ad una collaborazione con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, suo sostenitore. Indizi che fanno pensare ad una possibile alleanza di centro-sinistra con i comunisti, fatale per le speranze di sviluppo del Paese e per le sue legittime aspirazioni occidentali.

Secondo gli esperti, la chiave della contesa è l’affluenza. L’elettorato anagraficamente più anziano voterà prevalentemente per i comunisti. La speranza è riposta nei giovani, più inclini al sostegno delle forze del campo democratico. Le quali, tuttavia, si presentano divise, malgrado la promessa di un progetto comune.

Ad interessarsi della partita, anche Russia ed Occidente. La prima ha finanziato una serie di partiti che, potenzialmente, possono erodere consensi all’Alleanza per l’Integrazione Europea. L’UE ha ribadito la promessa di una veloce integrazione, mentre il Senato USA ha approvato una risoluzione in elogio ai progressi compiuti da Chisinau nello sviluppo democratico e civile.

La chiusura dei seggi è stabilità per le 23 locali. I primi dati, nei giorni seguenti.

Matteo Cazzulani

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