LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LIBERTA’ DI STAMPA: IN UZBEKISTAN ARRESTATO L’ENNESIMO GIORNALISTA

Posted in Uzbekistan by matteocazzulani on October 13, 2010

Abdumalik Bobaev, corrispondente di Voice Of America, è stato imprigionato dalle autorità Uzbeke. E’ l’ottavo caso in due anni di limitazione dell’operato dei giornalisti a Tashkent. Condanna di USA ed ONG. Silenzio dei media occidentali

Il corrispondente di Voice Of America in Uzbekistan, Abdumalik Bobaev. Foto VOA

Reporter ancora nel mirino nell’ex-URSS. L’ultima vittima, Abdumalik Bobaev, corrispondente dall’Uzbekistan per la testata Voice Of America, incarcerato per avere compiuto il proprio lavoro.

Nello specifico, ad incriminarlo sono stati i suoi reportage sul prosciugamento selvaggio delle acque del lago Aral, sulla conseguente moria dei locali, e sullo sfruttamento di bambini costretti ad operare come schiavi nei campi di cotone. Realtà amare, all’ordine del giorno nella repubblica centroasiatica, che sono state giudicate dalle autorità di Tashkent un pericolo per la Sicurezza Nazionale.

Ora, a Bobaev spettano 8 anni di prigionia. Una beffa, se si pensa che in uno degli ultimi contatti telefonici con la propria redazione, il reporter ha ribadito il proprio scetticismo dinnanzi alla possibilità di un miglioramento della condizione dei giornalisti in un Paese con limitato accesso ad internet e continua censura dei media, locali ed internazionali.

Escalation di violenza sui giornalisti. L’appello di USA ed ONG

L'esponente OSCE, Dunija Mijatovic

Il governo Uzbeko, 160esimo su 175 Stati del Mondo in quanto a rispetto della Libertà di Stampa, nega continuamente i visti di ingresso ai corrispondenti di testate estere, così impossibilitate a raccontare cosa accade nel Paese più popoloso dell’Asia Centrale. Negli ultimi due anni, ad essere colpiti sono stati 8 giornalisti. Tra essi, il russo Vladimir Berezovskij, ancora in prigione, ed un altro corrispondente di Voice Of America, Alisher Saipov, trovato cadavere nel vicino Kyrgystan, pochi giorni dopo che i media uzbeki lo avevano bollato come traditore.

Forte la condanna del Gruppo di Iniziativa dei Difensori Indipendenti dei Diritti in Uzbekistan, il cui capo, Surat Ikramov, ha denunciato l’impossibilità di pubblicare materiale critico nei confronti del governo.

A muoversi, anche l’ambasciata USA a Tashkent, che, con una nota, ha richiesto l’immediato rilascio del corrispondente della testata, e promesso di seguire strettamente lo sviluppo della questione.

Con una lettera aperta, simile richiesta è stata avanzata anche dall’OSCE. “I casi di Bobaev e Berezovskij sono l’ennesimo indizio del deterioramento continuo della Libertà di Stampa in Uzbekistan – riporta la missiva, firmata dalla rappresentante, Dunja Mijatovic – un mutamento della situazione è doveroso fin dall’immediato”.

Un appello che tutti coloro che hanno a cuore la Libertà di Stampa nel Mondo non possono ignorare. A differenza di quelle testate che, forse più comodamente, preferiscono lasciare spazio ai rigurgiti nazionalisti di un manipolo di ultras, rei di avere ferito l’unico vero valore del Belpaese: il giuoco del calcio.

Matteo Cazzulani

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