LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

INDIPENDENZA ENERGETICA: GEORGIA, AZERBAJDZHAN E ROMANIA SFIDANO GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 17, 2010

Tbilisi, Baku e Bucarest reagiscono alla dipendenza energetica da Mosca e fondano l’AGRI – Azerbaijan-Georgia-Rummania Interconnection. La Russia rilancia il Southstream.

I percorsi progettati del Nabucco e di Southstream

Uniti contro la dipendenza dal gas russo. Nella giornata di mercoledì, 15 settembre, a Baku, Georgia, Azerbajdzhan e Romania hanno stretto un accordo di collaborazione per esportare gas azero a basso costo all’Europa.

Secondo i piani, l’oro blu, estratto aeriforme dai giacimenti centroasiatici , sarà trasportato fino a Poti, sul Mar Nero. Presso il porto georgiano, un apposito terminale provvederà alla liquefazione del gas, poi trasportato via nave nel Vecchio Continente. Portata del progetto, 8 miliardi di metri cubi annui, per un costo di circa 4 miliardi di euro, equamente suddivisi tra i tre Paesi.

Geopolitica dei gasdotti stravolta

Solare Mikheil Saakashvili, vero regista dell’operazione. Il Capo di Stato georgiano ha evidenziato la convenienza non solo politica, ma anche economica ,che per l’Europa avrà il gas azero. Inoltre, il presidente ha preannunciato che, in un secondo momento, a giovare dell’AGRI saranno anche Turchia, Iran ed Irak.  

Un progetto di vasto respiro, dunque, sulla cui importanza ha concordato il padrone di casa, Ilkham Alijev, che ha definito l’AGRI un piano destinato a mutare drasticamente gli equilibri energetici. Soprattutto, da quando, nel 2015, esso sarà collegato al Nabucco: gasdotto euroamericano – compartecipato dalla compagnia tedesca RWE, dalla bulgara Bulgargaz, dall’ungherese MOL, dalla rumena Transgaz, dalla turca Botas e dall’austriaca OMV – progettato per aggirare il territorio russo, ed abbattere la dipendenza energetica da Mosca .

Russia avanti col Southstream

Tiene l'alleanza tra il monopolista russo Gazprom ed il colosso italiano ENI

Tempestiva la reazione di Mosca, che già nella giornata di giovedì, 16 settembre, ha confermato l’avvio dei lavori per il Southstream: conduttura, concorrente al Nabucco, ideata nel 2005, a sua volta per aggirare Paesi invisi al Cremlino, come Moldova, Romania e l’Ucraina arancione.

A dichiarare l’intenzione di proseguiire nel progetto, il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, che nel corso di colloqui con il suo omologo ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, ha rigettato la richiesta di Kyiv di abbandonare la posa dei tubi sul fondale del Mar Nero.

Il Southstream è ideato, e finanziato, dal monopolista russo Gazprom e dal colosso italiano ENI. Ad esso compartecipano anche la francese Suez-Gaz de France, la tedesca RWE, la serba Srbtransgas, la bulgara Bulgaria Energy Holding e la greca DEFSA. Costo complessivo dell’opera, 10 miliardi di euro.

Matteo Cazzulani

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