LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN POLONIA APPROVATA LA RIFORMA DELLE PENSIONI

Posted in Polonia by matteocazzulani on May 14, 2012

La maggioranza liberal-contadina, con l’appoggio dei radicali, vota a favore del prolungamento dell’età previdenziale a 67 anni per uomini e donne e della riformulazione dei requisiti per i militari e le forze dell’ordine. Proteste da parte delle opposizioni conservatrice e socialdemocratica, e del sindacato autonomo Solidarnosc.

Il Premier polacco, Donald Tusk

La Camera Bassa ha deciso: in Polonia si lavorerà più a lungo. Nella giornata di venerdì, 11 Maggio, i Deputati polacchi, durante una seduta particolarmente concitata, hanno approvato una riforma del sistema pensionistico che innalza l’età previdenziale a 67 anni sia per gli uomini che per le donne.

A favore della riforma, la cui durezza è stata preannunciata dal Premier, Donald Tusk, già in occasione del discorso di insediamento del suo secondo governo, lo scorso Novembre, hanno votato 268 parlamentari della maggioranza – formata dai liberali della Piattaforma Civica e dal Partito Contadino – e del radicale Movimento di Palikot, contro i 185 esponenti dei partiti conservatori – Diritto e Giustizia e Polonia Solidale – e socialdemocratici.

Nello specifico, il provvedimento concede il pensionamento anticipato solo alle donne che hanno compiuto i 62 anni di età che hanno lavorato almeno 35 anni, e agli uomini che hanno superato 65 anni con non meno di 40 anni di contributi versati.

Inoltre, alcuni emendamenti del Partito Contadino hanno evitato la decurtazione della retribuzione pensionistica per gli agricoltori che continuano a svolgere la loro attività anche dopo la maturazione dei requisiti per l’ottenimento della paga previdenziale.

Differente il parametro adottato per i militari e le forze dell’ordine, che fino ad oggi hanno potuto beneficiare della pensione dopo soli 15 anni di attività. Secondo la nuova riforma, essi dovranno lavorare per almeno 25 anni, e non potranno ricevere alcuna paga previdenziale prima del compimento del 55esimo anno di età.

Le proteste e i presidi contro la riforma

L’approvazione della riforma è avvenuta in seguito a un vivace dibattito, durante il quale le dichiarazioni di voto e i commenti degli esponenti dei vari gruppi sono stati accompagnati da invettive nei confronti di parlamentari degli altri schieramenti.

Inoltre, il vaglio della riforma ha incontrato anche la protesta del sindacato autonomo Solidarnosc, che ha presidiato il Parlamento fin dalla notte precedente con una tendopoli posizionata all’uscita del Sejm, e, dopo la votazione del provvedimento, ha accolto i deputati della maggioranza con fischi e lamentele.

“Sono consapevole della durezza delle misure – ha dichiarato Tusk durante il dibattito precedente alla votazione – ma il loro varo è una questione di civiltà a cui non possiamo sottrarci”.

Differente l’opinione del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha commentato la riforma del Governo come un atto di schiavismo, mentre il Segretario dei socialdemocratici, Leszek Miller, ha ritenuto il provvedimento inaccettabile.

Ottenuto l’avvallo del Parlamento, per entrare in vigore la riforma aspetta solo la firma del Presidente, Bronislaw Komorowski, anch’egli appartenente alla Piattaforma Civica e favorevole alle modifiche del sistema presidenziale approvate dalla Camera Bassa.

Ciò nonostante, le opposizioni hanno promesso battaglia: i conservatori hanno dichiarato di volersi appellare alla Corte Costituzionale, mentre i socialdemocratici hanno inviato un appello al Capo dello Stato, affinché il provvedimento non sia da lui firmato. Sul piede di guerra anche Solidarnosc, che ha promesso di spostare la protesta dal Parlamento al Palazzo Presidenziale.

Matteo Cazzulani

RIFORMA DELLE PENSIONI: IN POLONIA TROVATO L’ACCORDO

Posted in Polonia by matteocazzulani on March 29, 2012

La maggioranza liberal-contadina dichiara di avere raggiunto un compromesso sull’innalzamento dell’età previdenziale a 67 anni, con la concessione di un pre-pensionamento a chi ha maturato più della metà dei contributi necessari. Le manovre del Capo del Governo per allargare la coalizione anche ai radical-liberali e per mettere al sicuro una riforma necessaria per l’economia di Varsavia

Il Premier polacco, Donald Tusk

67 anni per tutti, con possibilità di terminare il lavoro a 65 anni per gli uomini e 62 per le donne. Questa è la mediazione trovata in Polonia in seno alla coalizione di governo liberal-contadina che, mercoledì, 28 Marzo, dopo l’ennesimo vertice serale, ha risolto l’impasse su un punto di fondamentale importanza per la realizzazione del programma di maggioranza.

Secondo l’accordo, l’età previdenziale sarà innalzata a 67 anni, come preventivato dal progetto originale della principale forza di governo, la liberale Piattaforma Civica – PO -, ma i lavoratori e le lavoratrici potranno beneficiare anzitempo della retribuzione pensionistica rispettivamente a 65 e 62 anni, come richiesto dall’unico partner di maggioranza, il Partito Contadino – PSL – solo se avranno già maturato, sempre rispettivamente, 40 e 35 anni di contributi.

La maggioranza guarda a sinistra

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il raggiunto compromesso permette al Premier, il liberale Donald Tusk, di ricucire lo strappo con il partner di maggioranza, il Segretario dei contadini, Waldemar Pawlak, ma non esclude prossime trattative per allargare la coalizione favorevole all’innalzamento dell’età previdenziale con l’inclusione di altre forze politiche.

Nel mirino ci sarebbe il Movimento di Palikot – RP – lista di orientamento radical-liberale, finora all’opposizione del Governo, che ha fatto sapere di essere disposta a sostenere la riforma delle pensioni di Tusk previa accettazione di tre clausole: utilizzo dei contributi versati dai lavoratori negli ultimi anni di lavoro per il rafforzamento del welfare, visite mediche obbligatorie per gli over 60, e sovvenzioni aggiuntive per le famiglie con figli all’asilo.

Sempre secondo Gazeta Wyborcza, Tusk avrebbe accettato quest’ultima misura per potere contare sui voti di Palikot – suo ex-collega di Partito – e formare un forte raggruppamento di centro in grado di isolare i conservatori di Diritto e Giustizia – PiS – e di Polonia Solidale – SP – e i socialdemocratici – SLD – che, in materia pensionistica, hanno proposto l’indizione di un referendum.

La ricerca di nuovi alleati è un provvedimento di vitale importanza per il prosieguo dell’attività della maggioranza, dal momento in cui la solida intesa liberale-contadina – che ha guidato la Polonia negli ultimi sei anni – ha ceduto proprio durante le trattative per la stesura della riforma previdenziale.

Nonostante il ritrovato appoggio di Pawlak, il Premier Tusk, in calo di consensi secondo le ultime rilevazioni sociologiche, è consapevole di non poter contare con totale sicurezza su un solo partner di una maggioranza nella quale, secondo indiscrezioni, avrebbe cercato di includere sia il Movimento di Palikot che i socialdemocratici.

Matteo Cazzulani

Ucraina: per Julija Tymoshenko due guerre contemporanee

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica difende le sue ragioni dinnanzi alla Corte, e si schiera contro l’approvazione alla Rada di una riforma previdenziale che innalza l’età lavorativa sopra quella media. Contrari anche i comunisti. La polizia interviene contro i giornalisti

Si lavorerà di più, con meno soldi e Liberta. Nella giornata di giovedì, 7 Luglio, ha avuto luogo l’ennesima seduta del processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, che, accusata di condotta anti-statale in occasione degli accordi per il gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ha rigettato le accuse, evidenziando al “giudice”, Kordion Kyrejev, come grazie a tali contratti, come assicurato da indagini internazionali indipendenti, l’oro blu sia venuto a costare meno.

Motivazione non sufficiente per il giovane pm, che ha negato il mese di sospensione del processo chiesto dalla difesa per esaminare le prove, e costretto l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica ad esaminare i capi d’accusa in una notte.

Inoltre, a fine seduta ha avuto luogo un’irruzione delle Squadre Speciali della polizia, che hanno obbligato i giornalisti a lasciare l’aula, rovinando persino delle telecamere.

Varata la riforma di pensioni ed eta previdenziale

Tutto quanto e avvenuto in tempo per raggiungere i più di 5 mila solidali con Julija Tymoshenko, che si sono diretti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Pensioni, approvata nella notte, a ritmo di forza. Il documento prevede l’innalzamento dell’eta pensionabile da 55 a 60 anni per le donne, e da 58 a 63 anni per gli uomini, l’incremento dell’età minima previdenziale per donne e uomini a 30 e 35 anni, e la diminuzione del tasso di retribuzione per i lavoratori del settore pubblico.

A favore, 248 parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – del Blocco Lytvyn, del gruppo Reformy Zarady Majbutn’oho, e qualcuno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – gruppo conservatore di opposizione.

Contrario, uno schieramento bipartisan, composto dal moderato Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e dai comunisti.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: L’UCRAINA AVANTI SU GAS E NUCLEARE

Posted in Guerra del gas, Ukraina by matteocazzulani on April 1, 2011

La nuova strategia di sviluppo economico preventiva finanziamenti per ristrutturazione e costruzione di nuove centrali atomiche, ma tagli al carbone. Previsto aumento el 30% per il gas per l’ottenimento del prestito del Fondo Monetario Internazionale. Modello polacco per la riforma previdenziale

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Al nucleare nessuna aleternativa. Nella giornata di giovedì, 31 Marzo, il governo ucraino ha presentato il nuovo piano di sviluppo energetico. Un programma complesso, ancora tutto da emendare. Basato, tuttavia, su solidi obiettivi, quali investimenti su nucleare, ed idroelettrico.

Nello specifico, Kyiv ha previsto 780 miliardi di Hryvnje per la ricostruzione, e la messa in sicurezza, dei siti di proprietà delle compagnie Enerhoatom, Ukrenerho, ed Ukrhidroenerho. Nel contempo, è stata preventivata la costruzione di altri 4 reattori nella centrale atomica di Khmel’nyc’kyj.

Il documento corregge la rotta impressa, nel 2006, dal Governo Jekhanurov — formato da Nasha Ukrajina e socialisti, con l’appoggio esterno del Partija Rehioniv, voluto dall’allora presidente, Viktor Jushchenko, dopo aver dimissionato Julija Tymoshenko — secondo la quale l’Ucraina, entro il 2030, avebbe dovuto implementare non solo gli investimenti nel nucleare, ma anche nel carbone.

Oro blu sempre più caro

Alla base della rivista strategia, supportata dal Premier, Mykola Azarov, ma contrastata dall’Opposizione Democratica per i troppi lati oscuri circa i finanziamenti, il gas. Kyiv dipende fortemente dall’oro blu di Mosca, al punto da programmare l’aumento dello sfruttamento dei propri giacimenti. Peraltro, in collaborazione con la compagnia italiana ENI.

In aggiunta, l’Ucraina ha preventivato un aumento del 30% della bolletta del gas per la popolazione, necessario per l’ottenimento della terza tranche del prestito del Fondo Monetario Internazionale.

L’ennesimo incemento, dal momento in cui, sempre per ottenere la prima rata del finanziamento FMI, già lo scorso Primo di Agosto il governo ha varato l’aumento del gas per l’uso privato del 50%.

Una decisione clamorosa, che ha provocato la protesta della popolazuione, disorientata dal precedente sconto ottenuto dalla Federazione Russa, con gli Accordi di Kharkiv. In cambio, il Presidente, Viktor Janukovych, ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

Noto anche come programma Stand By, il prestito del Fondo Monetario Internazionale prevede l’erogazione all’Ucraina di 8 tranche da 15,5 miliardi di Dollari ciascuna, previo raggiungimento di determinati obiettivi.

Per ottenere il prossimo, l’FMI già ha informato il governo ucraino della necessità di riformare il sistema pensionistico. Il Vice-Premier, e Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, incaricato della faccenda, ha dichiarato di guardare ad Occidente. Sopratutto, al modello polacco.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LIBERALIZZATE LE PENSIONI. SOVIETIZZATA L’EDUCAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 13, 2011

Il Ministro per le Politiche Sociali, Serhij Tihipko, innalza l’età pensionistica per le donne dal Primo di Maggio. Quello dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk, reistituisce la Grande Guerra Patriottica nei manuali di scuola

Il ministro dell'istruzione ucraino, Dmytro Tabachnyk

Festa del Lavoro in agrodolce per i nostalgici del regime sovietico in Ucraina. Nella giornata di sabato, 12 Marzo, il Vice-Premier, e Ministro delle Politiche Sociali, Serhij Tihipko, ha dichiarato che, dal Primo di Maggio, l’età di pensionamento femminile sarà innalzata a 55 anni e 6 mesi.

Una riforma necessaria, secondo il politico, per avviare il sistema di accumulo dei contributi, che vedrà definitivamente luce a partire dal 2013.

Il tempo utile per inserire nel progetto anche fondi privati, provenienti persino dall’estero, indispensabili per il rafforzamento del sistema pensionistico ucraino.

Pronta la reazione della maggioranza di centrosinistra, che appoggia Tihipko. La Commissione per gli Affari Sociali e la Previdenza, in mano a comunisti e Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri — ha espresso parere contrario, e proposto una moratoria all’innalzamento dell’età pensionabile, fino al 2030.

Secondo il documento, l’incremento dei contributi accumulati non basta a garantire pensioni minime, e paghe sociali.

Lecito ricordare che la proposta Tihipko prevede l’incremento dell’età previdenziale femminile da 55 a 60 anni, scaglionata in step di 6 mesi all’anno. Per i lavoratori maschi, l’obiettivo è 62 anni, a patire dal 2013.

Tagliuzzate Rivluzione Arancione ed OUN

Invece, i nostalgici URSS non avranno di che lamentarsi, per quanto riguarda la politica culturale. Sempre sabato, 12 Marzo, il Ministro dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk, ha comunicato l’avvenuta pubblicazione dei nuovi manuali di storia per le classi superiori.

Ripristinato il termine “Grande Guerra Patriottica”, utilizzato in epoca sovietica — ed oggi ancora in Russia — al posto di “Seconda Guerra Mondiale”. Più equilibrato, introdotto, ex lege, dalla Rivoluzione Arancione.

Anch’essa ridotta ad un paragrafetto, così come il ruolo svolto nella lotta patigiana contro i nazisti dall’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini [Nazionalista in ucraino non ha il medesimo significato forte dell'italiano] di Stepan Bandera.

Contro il ministro, la protesta degli studenti di Leopoli, che nel capoluogo galiziano hanno inaugurato l’Istituto dell’Ucrainofobia, dedicato proprio a Tabachnik.

Ad essere rimproverata al politico, la scelta di promuovere il russo a lingua d’esame per le ammissioni all’Università.

E le continue affermazioni, di stampo discriminatorio, nei confronti degli abitanti delle regioni occidentali, definiti “polacchi in grado di divetare niente più che camerieri”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO DOCUMENTA LA REPRESSIONE POLITICA SU TWITTER

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 17, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica si avvale del servizio di microblog per aggiornare il Mondo sullo stato dei suoi continui interrogatori

La pagina Twitter della Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il cinguettio del dissenso anche in Ucraina, dopo Moldova, Iran, ed Egitto. Nella giornata di martedì, 15 Febbraio, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha aperto un suo account Twitter.

Il servizio di miniblog, già usato con successo durante le rivoluzioni colorate moldava — aprile 2008 — ed iraniana — primavera 2009 — è adoperato dall’anima della Rivoluzione Arancione per aggiornare in diretta i followers — così si chiama chi legge i messaggi di un utente — sui dettagli degli interrogatori. A cui, quasi giornalmente, è costretta.

A confermare l’effettiva gestione personale di Julija Tymoshenko, il suo consigliere di fiducia, Vitalij Chepinoha. Il quale, come riportato dalle maggiori agenzie ucraine, ha affermato che la Lady di Ferro ucraina si avvale del suo Ipad, per informare il Mondo di quanto le accade dinnanzi ai giudici.

Il primo tweet — cinguettio, dato che il logo del servizio è un uccellino — nel pomeriggio di martedì, 15 Febbraio. “Oggi obbligo di firma. Un tabù per la televisione. Che provino anche ad oscurare questi 140 caratteri [il massimo consentito dal servizio per i messaggi, n.d.a.] Il più efficace strumento contro la dittatura”.

Significativo, anche il secondo. “Sono all’interrogatorio. La mia colpa — il pagamento delle pensioni. Oggi presenteremo la nostra proposta di riforma presidenziale [alla Commissione parlamentare, da parte dei Deputati del BJuT-Bat'kivshchyna, il suo gruppo alla Rada, n.d.a.]”.

Speranza disillusa, come recita il terzo post. “Davanti ai giudici sono già da cinque ore. Non ho potuto recarmi alla Commissione, aperta a tutti. Così lavora l’autoritarismo”.

Le condanne di UE ed USA

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità del suo popolo, peraltro in un periodo di crisi, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in Patria. Impossibilitata persino di recarsi a Bruxelles, per il summit del Partito Popolare Europeo. A cui è stata invitata dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

Con il leader polacco, anche Consiglio d’Europa e Stati Uniti hanno condannato la repressione attuata nei confronti dell’anima della Rivoluzione Arancione, e di una decina di suoi ex-Ministri, addirittura incarcerati da un anno.

Coincidenza temporale agghiacciante, la salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, che nega ogni motivazione politica dei procedimenti.

Tra le personalità dell’Opposizione Democratica colpite, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato in Ucraina dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso Asilo Politico.

Invece, più dura la situazione dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko. Detenuto in isolamento per due mesi ancora — la decisione, mercoledì 16 Febbraio, presa dalla procura Generale senza gli avvocati difensori — come il peggiore dei carnefici.

Verificare la veridicità di quanto riportato è possibile per tutti. Tra le diverse modalità, l’abbonamento alla pagina Twitter di Julija Tymoshenko, raggiungibile all’indirizzo twitter.com/YuliaTymoshenko

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCORA UN CASO DI LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA. AMBASCIATORE UE BACCHETTA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 10, 2011

Vietato ai giornalisti il contatto con i manifestanti nel corso di un’uscita pubblica del Presidente. José Manuel Pintu Teixeira e Stefan Fule ancora critici con le possibilità di integrazione europea per Kyiv

L'ambasciatore UE, José Manuel Pintu Teixeira

L’Ambasciatore UE di Kyiv è meglio di Nostradamus. Oppure, è un profondo conoscitore della realtà in cui lavora. Fatto sta, che l’ennesima sua tirata d’orecchi alle Autorità ucraine ha anticipato, di poco, l’ultima riprova del regresso democratico, in atto sulle rive del Dnipro.

Nella giornata di giovedì, 10 Febbraio, a Kherson, ai giornalisti è stato vietato il contatto con un centinaio di manifestanti.

I quali, pacificamente, hanno atteso il Presidente, Viktor Janukovych, per esprimersi contro l’innalzamento dell’età previdenziale, prevista dalla riforma delle pensioni del Premier, Mykola Azarov – della medesima forza politica del Capo dello Stato.

Nulla da fare per i reporter, costretti a badare ai discorsi di Janukovych, piuttosto che raccogliere le ragioni del dissenso.

Dinnanzi a tale episodio, adeguato sarebbe il commento espresso poco prima dall’Ambasciatore dell’Unione Europea a Kyiv, José Manuel Pintu Teixeira.

Secondo il diplomatico, che ha ribadito la necessità di creare una Zona di Libero Mercato al più presto, la situazione in Ucraina non permette più di affrontare il discorso della sua integrazione UE.

In particolare, ad essere criticato è il mancato rispetto di Democrazia, Diritti Umani, e sovranità della legge.

“Per ora – ha spiegato, in una conferenza – i parametri minimi per l’ingresso in Europa non sono stati ancora raggiunti”.

Sulla medesima frequenza, il Commissario UE all’allargamento, Stefan Fule, turbato dinnanzi alla repressione ai danni dell’Opposizione Democratica, in atto dalla salita al potere di Janukovych.

Timide aperture

Come ribadito dal politico ceco, una decina di ex-Ministri dei governi arancioni è stata posta sotto processo, quando non arrestata, per futili motivi.

Tra essi, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ora Leader dell’Opposizione Democratica. L’anima della Rivoluzione Arancione è confinata in Patria per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto al pagamento delle pensioni. Ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Non migliore la condizione dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento come il peggiore degli assassini. Senza possibilità di incontro con famigliari e sostenitori.

Proprio a riguardo dei detenuti politici, sempre giovedì, 10 Febbraio, l’apertura del Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Incalzato da una delegazione di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, ha promesso di considerare il loro rilascio.

Senza, tuttavia, comunicare una precisa scadenza.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH CONTESTATO ANCHE DAI COMUNISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 6, 2011

Gli alleati di governo contestano la politica previdenziale del Presidente, e chiedono la testa del suo Ministro. Pronta una riforma elettorale per controllare il consenso

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Scissione a sinistra per la maggioranza di governo. Come dichiarato dal Capo dei comunisti ucraini, Petro Symonenko, la coalizione al potere rischia seriamente di perdere l’appoggio del suo alleato più estremo.

Motivo, una riforma delle Pensioni non condivisa. Che, sommata al Codice del Lavoro, ed ai provvedimenti sociali in cantiere, umilierebbero il proletariato del Paese.

Ad essere contestate, le misure in favore dei grandi industriali, sponsor del principale soggetto della maggioranza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato al 5 Kanal, Symonenko intende non solo organizzare manifestazioni e picchetti, ma anche silurare il Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko. Dimissioni che, qualora ottenute, manderebbero in crisi la colazione filorussa di centro-sinistra, attualmente al potere.

Un nuovo porcellum

Nel frattempo, Janukovych appronta le contromisure. Nella stessa giornata, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Jurij Miroshnychenko, ha comunicato la stesura di una proposta di riforma elettorale.

In essa, ipotizzata l’introduzione di liste aperte, in collegi nominali. In cui, a contare, saranno non più l’appartenenza partitica, ma la singola persona.

Un bene, si direbbe nel Belpaese. Peccato che, sulle Rive del Dnipro, la politica funzioni diversamente. E che, come dimostrato in passato, preferenze e collegi uninominali significato voti di scambio e compravendita del consenso.

Mestiere in cui il partito di governo è molto più abile del campo arancione – in primis, Bat’kivshchyna di Julija Tymoshenko, e Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – preferito dal suo elettorato per il contenuto ideologico, patriottico e liberale, più che per le Hryvnje.

Sempre, historia docet.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA. GIJA GONGADZE ANCORA SENZA GIUSTIZIA. FRIZIONI NELLA MAGGIORANZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2011

Vietato il summit PPE a Bruxelles alla leader dell’Opposizione Democratica. Esecutore dell’omicidio del giornalista georgiano ancora assolto. Istruzione e pensioni scuotono la maggioranza

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Giochi di palazzo e repressione politica. Nella giornata di lunedì, 31 gennaio, la Procura Generale ha confermato il divieto di espatrio per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

L’anima della Rivoluzione Arancione è costretta a saltare il summit del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – di Bruxelles, a cui è stata invitata di persona dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek.

L’ex-Primo Ministro è accusata di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini, 27 autoambulanze, e 100 automobili veloci, per i medici di campagna.

Così, la Lady di Ferro ucraina è stata confinata in Patria. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, in un periodo di crisi economica.

Sempre la Procura Generale ha chiuso le indagini a carico di altri esponenti dell’Opposizione Democratica. Ovviamente, tutti rinviati a giudizio.

Tra gli altri, incolpato di abuso d’ufficio – ed altre futili imputazioni, che illustrano la natura puramente politica dell’operazione – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. I cui fratello e figlio sono stati convocati dai giudici. Con la minaccia, poi non attuata, di denuncia, per Oltraggio a Pubblico ufficiale.

Giustizia lontana per Gija

Oltre a Lucenko, un’altra decina di esponenti dei governi arancioni sono in prigione. Chi, invece, ne è fuori, i responsabili dell’omicidio di Gija Gongadze. Giornalista libero, assassinato, nel 2000, per la sua strenua opposizione all’allora Presidente, Leonid Kuchma.

La Corte competente di Kyiv ha confermato l’innocenza dell’ex-Generale del Ministero degli Interni, Oleksij Pukach. Considerato l’esecutore di un’esecuzione ordinata dall’allora ministro, Jurij Kravchenko, poi suicidatosi nel 2005.

L’avvocato della famiglia del fondatore dell’Ukrajins’ka Pravda, parte lesa, ha preannunciato ricorso in Appello. Ed espresso sconcerto, dinnanzi al reiterarsi dell’ingiustizia nei confronti di un omicidio politico, come testimoniato da diverse prove.

Oltre alla cronaca di giornaliera repressione del dissenso, primi cedimenti nella maggioranza Un migliaio gli universitari ed i liceali che, lunedì, 31 Gennaio, ha manifestato contro incremento delle rette e limitazione dell’autonomia degli Atenei.

Tanto è bastato per uno scontro tutto interno alla maggioranza. Con la Vice Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Hanna Herman, che ha invitato il ministro dell’istruzione, Dmytro Tabachnyk, a rivedere il suo progetto di riforma.

Non l’unica crepa. A minare la stabilità interna, anche il Segretario della Federazione dei Sindacati Ucraini, Vasyl’ Khara, che ha annunciato il suo voto contrario alla riforma delle pensioni.

A turbarlo, l’innalzamento dell’età pensionabile. Un provvedimento inaccettabile per il Capo della CGIL ucraina, Parlamentare del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel aese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, la Herman, Tabachnyk, e quasi tutti gli altri membri del Consiglio dei Ministri.

Teatro dello scontro, la seduta preparatoria delle plenarie della Rada. Lo Speaker, Volodymyr Lytvyn, si è detto certo dell’abbonante vantaggio numerico della maggioranza – ben al di sopra del quorum dei 300 Deputati – per la modifica della Costituzione.

Tra le modifiche in programma, la data delle prossime elezioni, da posticipare al 2012 per le parlamentari, ed al 2015 per le presidenziali.

Chi, sicuramente, voterà contro è l’Opposizione Democratica. A dichiararlo, il vice-Presidente del Parlamento, Mykola Tomenko, del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna.

Matteo Cazzulani

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