LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH ALLA RADA PER IL BILANCIO DEL PRIMO ANNO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 8, 2011

Lotta a narcotraffici e corruzione, privatizzazioni accelerate, e politica estera multipolare e neutrale al centro del discorso del presidente ucraino al Parlamento. Opposizione Democratica insoddisfatta per l’assenza di contenuti e prospettive. L’UE pone un aut-aut. Gazprom apre le porte dell’Unione euroasiatica

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych, alla Rada per il discorso ufficiale. FOTO 5 KANAL

Insoddisfazione per avere realizzato solo un terzo del programma. In questo modo il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, giovedì, 8 Aprile, si è presentato in Parlamento per il bilancio annuale. Un discorso sentito, in un Rada gremita di deputati Nazionali, leader politici, e giornalisti. Senza diritto di replica ed interrogazione.

Janukovych ha lodato l’Ucraina, un Paese forte, che deve dimostrare carattere. Da qui, le priorità programmatiche della sua amministrazione. Che, tuttavia, dura già da un anno. Al primo posto, la lotta ai narcotraffici, con servizi segreti e Ministero degli Interi davvero efficienti.

Segue un invito all’aumento del potenziale scientifico – una frecciata al Ministro dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk – ed al rinnovamento dell’economia – per cui ha più volte rimproverato il Premier, Mykola Azarov, da lui nominato.

Necessaria una lotta alla corruzione, sia nel pubblico, che nel privato. Nel contempo, urgente è l’innalzamento delle paghe sociali per garantire standard di vita accettabili alla popolazione – già duramente colpita dagli aumenti di bollette di gas e servizi comunali, talvolta persino del 50%.

Segue, un energico stimolo all’industria, con l’abbattimento dei tempi di privatizzazione dei beni e, in particolare, delle terre statali.

In politica estera, confermata multilateralità, neutralità dalla NATO, avvicinamento alla Zona di Libero Scambio con l’Unione Europea, ma anche all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka.

Proprio l’ultimo tema ha scatenato le reazioni di Opposizione Democratica ed UE. Janukovych ha ipotizzato l’appartenenza al progetto euroasiatico secondo la formula 3+1, con l’Ucraina associato speciale, con un piede anche verso Occidente.

Opposizione Democratica ed UE deluse. La Russia torna al primo posto nella politica estera di Kyiv

“Una politica di corto respiro, confusa, che azzera le speranze di integrazione euroatlantica” ha commentato la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Un’assente strategia tanto in Politica Estera, quanto in quella interna, che ha spinto l’anima della Rivoluzione Arancione ad invitare Janukovych ad iniziare la lotta alla corruzione dal suo entourage. E a definire il Presidente come un semplice amministratore, addetto alla compravendita degli interessi statali, tolti alla nazione in favore dei propri sponsor.

Oltre all’ex-Primo Ministro, fortemente critico anche l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, che ha invitato il Presidente a riflettere sulle 24 riforme, tanto promesse, quanto non realizzate.

Secondo il giovane politico, le priorità del Paese devono essere incentrate su riduzione del deficit del bilancio, reale lotta alla corruzione, ed Integrazione Europea.

Ad affossare il ma anchismo di Janukovych, la stessa UE. Con una nota, appena seguente il discorso del Capo di Stato, Bruxelles ha dichiarato di rispettare le scelte della politica estera di Kyiv. Ma ribadito che l’ingresso nell’Unione Doganale, con Paesi che non hanno aperto i propri mercati all’Occidente, pregiudica la Zona di Libero Scambio con il Vecchio Continente.

Chi ha approfittato dell’apertura di Janukovych, il monopolista russo del gas, Gazprom. Il quale ha invitato l’Ucraina ad aderire al progetto euroasiatico, per ottenere un immediato sconto sull’oro blu.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GOVERNO ED OPPOSIZIONE DEMOCRATICA DESIDERANO PIÙ EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 28, 2011

Il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko, chiede un aumento dei finanziamenti per la membership con Bruxelles. Julija Tymoshenko invita i Leader europei ad inserire Kyiv nella revisione delle centrali nucleari programmata da Bruxelles

Il ministro egli esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko

Chi chiede soldi, e chi aiuto tecnico. Ma con un unico obiettivo, l’Integrazione Europea. Durante il vertice UE di sabato, 26 Marzo, il Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, ha lamentato la scarsità dei prestiti di Bruxelles per chi, come Kyiv, è candidato alla partnership.

Nell’ambito delle tappe di pre-adesione, per i Paesi dell’Europa Orientale, l’Unione Europea ha erogato prestiti annuali pari a 30 Euro per cittadino. Ma, ad oggi, l’Ucraina ne riceve solo 3.

Uno snaturamento della Politica di Partenariato, come lo ha definito Hryshchenko, che ostacola i due obiettivi primari di Kyiv, quali l’ingresso nell’Unione Europea, e, prima ancora, la Zona di Libero Mercato.

L’UE nella modernizzazione delle centrali nucleari ucraine

Più concete le richieste all’Europa di chi, nel 2008, la Zona di Libero Mercato l’ha concordata, ed avviata.

Nel corso del summit del Partito Popolare Europeo, lo scorso giovedì, 24 Marzo, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha invitato i maggiori politici del Vecchio Continente a modernizzare le centrali nucleari del suo Paese.

Un’attività urgente, sia per la sicurezza di tutta l’Europa, che, prima ancora, per quella dell’Ucraina, che dal nucleare dipende al 50%.

”I recenti fatti in Asia — ha dichiarato in un’intervista al 5 Kanal — ci impongono una revisione delle centrali nucleari. L’Unione Europea — ha continuato l’anima della Rivoluzione Arancione — lo ha programmato su scala continentale. Ho richiesto che l’Ucraina sia parte questo processo”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER VIKTOR JANUKOVYCH, BUZEK NON PARLA A NOME DELL’UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 14, 2011

Parlamentari della maggioranza negano le condanne di Bruxelles dinnanzi al regresso della democrazia di Kyiv. Per il Presidente, Julija Tymoshenko inarrestabile

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Dal discredito dei media liberi – 5 kanal, Legno Storto, e Voce Arancione, in primis – alla negazione dell’evidenza, il passo è breve. A compierlo, un Parlamentare ucraino della maggioranza, Volodymyr Vecherko, che ha escluso ogni critica dell’Unione Europea al Presidente, Viktor Janukovych.

Come riportato dall’esponente del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – diplomatici di diversi Paesi possono esprimere opinioni personali. Senza che esse, sul piano internazionale, coincidano necessariamente con la linea della propria nazione.

Un’interpretazione alquanto curiosa. Dal momento in cui, gli esempi negati da Vecherko sono legati ad alte cariche Occidentali. Preoccupate, proprio in virtù della loro responsabilità, dinnanzi al regresso democratico di Kyiv.

Tra esse, il Ministro degli Esteri lituano, anche Presidente di turno OSCE, Audronjus Azubalis, turbato dal sistematico mancato rispetto della Libertà di Stampa e di espressione sulle Rive del Dnipro.

Prima di lui, la condanna del Leader popolare polacco Jerzy Buzek. Il quale, in veste di Presidente dell’Europarlamento, ha depennato l’Ucraina tra le priorità di integrazione di Bruxelles, anteponendole la Moldova.

Una ferma condanna. Seguita ai continui appelli del veterano di Solidarnosc, ad interrompere la repressione politica ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. Confinata in Patria con l’accusa – politica, e priva di prove certe – di uso dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali. Ed acquisto irregolare di Ambulanze, e vaccini.

Proprio a riguardo dell’ex-Primo Ministro, anima della Rivoluzione Arancione, il Capo di Stato ha tranquillizzato circa un suo arresto. Così, almeno, avrebbe riportato al politico americano, Bruce Jackson, interpellato dal quotidiano Segodnja.

Il Presidente ignora. La repressione continua

A colloquio con il Diplomatico, celebre per la coerente battaglia al rinato imperialismo russo – al punto da partecipare allo staff del Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, nel corso dell’aggressione militare subita dal Cremlino nell’Agosto del 2008 – Janukovych avrebbe garantito l’intoccabilità della carismatica rivale. Pur non essendo a conoscenza dei capi di imputazione mossi contro di lei.

Oltre a Julija Tymoshenko, vittime della repressione politica sono una decina di suoi ex-Ministri. Arrestati, o costretti all’esilio.

Tra essi, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, dove ha ottenuto asilo politico.

Non migliore, la situazione dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko. Detenuto in isolamento, come il peggiore degli assassini.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH ACCUSA VERTICI UE DI ESSERE MERCENARI. BRUXELLES INDIGNATA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 12, 2011

Jerzy Buzek e Stefan Fule seccati dalle accuse del Presidente ucraino

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Questa volta, Janukovych ha fatto innervosire per davvero l’UE. I principali politici dell’Unione Europea si sarebbero detti sconcertati, dopo essere stati discreditati dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych.

 

A dichiararlo, al 5 Kanal, il Leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk. L’ex-Ministro degli Esteri, convinto europeista, avrebbe raccolto le giustificate lamentele del Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, e del Commissario all’Integrazione Stefan Fule.

 

I due sono stati bollati come mercenari, da un Viktor Janukovych arrabbiato per le loro condanne al regresso della democrazia a Kyiv.

 

“Gli esponenti dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato il Presidente – raccontano menzogne a politici USA ed UE, pagati per disorientarne l’opinione”.

 

Opposizione Democratica ancora repressa

 

Dinnanzi a tale accuse, l’interrogativo sull’origine del danaro, necessario per pagare Bruxelles e Casa Bianca. Sicuramente, non da parte della leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

 

Se non altro, perché l’Anima della Rivoluzione Arancione è impossibilitata, anche solo ad una piccola distrazione. Costretta da interrogatori giornalieri in Procura per accuse politiche. E da un Confino in Patria.

 

Rea, per così dire, di aver usato in modo improprio i fondi per il protocollo alle uscite sociali. E dell’acquisto irregolare di ambulanze e vaccini.

 

Matteo Cazzulani

IN RUSSIA UNA NUOVA ASSOCIAZIONE DEGLI UCRAINI

Posted in Russia by matteocazzulani on February 7, 2011

L’Organizzazione Civica Panrussa degli Ucraini sorge sulle ceneri delle precedenti, liquidate dalla politica ucrainofoba del Cremlino. Poche certezze sulla sua composizione

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Ricostruire la rappresentanza, dopo le campagne ucrainofobe. A rendere nota la decisione, l’Ambasciatore di Kyiv a Mosca, Volodymyr Jel’chenko, che ha comunicato l’intenzione di ripristinare in Russia un’organizzazione di rappresentanza del popolo ucraino.

Come riportato da RBK-Ukrajina, su lancio 5 Kanal, a dirigere l’Organizzazione Civica Panrussa degli Ucraini — questo il suo nome — saranno 12 attivisti, già impegnati nell’organizzazione della riunione fondativa.

Ricordare la Grande Fame è un reato

Su identità ed orientamento, nessuna notizia. Di certo, resta la campagna anti-ucraina, a cui ogni associazione, impegnata a Mosca nel mantenimento della cultura di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale — è stata vittima negli ultimi tempi.

Lo scorso 27 Gennaio, la Corte di Cassazione russa ha confermato la cancellazione dell’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione.

Già il 24 Novembre 2010, il Tribunale Supremo ha giudicato pertinenti le accuse di nazionalismo rivolte dal Ministero della Giustizia.

Reo, secondo il guardasigilli di Mosca, di ricordare le vittime dello Holodomor: il genocidio del popolo ucraino, per mezzo di una carestia artificiale, pianificata da Stalin nell’ambito del programma di collettivizzazione forzata delle terre, tra il 1932 ed il 1933.

Oltre all’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione, a finire nel mirino del Cremlino anche la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca. L’unico luogo, in cui poter reperire e consultare libri e riviste nella lingua di Shevchenko, è stato oggetto di ripetute perquisizioni, sequestro di materiali, e blitz della polizia.

Oltre alla confisca di libri sulla cultura nazionale per indagini linguistico-psichiatriche, le percosse ai danni della Direttrice, Natal’ja Sharina. La quale ha esposto denuncia alla magistratura.

Gli unici a protestare, i patrioti ucraini, e le forze politiche dell’Opposizione Democratica. Accanto ad essi, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, turbato dinnanzi ad un’ondata di nazionalismo russo che, in passato, ha colpito anche il suo popolo.

Nessun commento da suo collega ucraino, Viktor Janukovych, stretto alleato del Cremlino. Una liaison particulière, che ha spinto il Capo di Stato di Kyiv ad un clamoro silenzio, dinnanzi alla crociata sciovinista, contro ideologie ritenute dalla Russia pericolose.

E contrarie alla Grandeur imperiale del Paese.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH CONTESTATO ANCHE DAI COMUNISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 6, 2011

Gli alleati di governo contestano la politica previdenziale del Presidente, e chiedono la testa del suo Ministro. Pronta una riforma elettorale per controllare il consenso

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Scissione a sinistra per la maggioranza di governo. Come dichiarato dal Capo dei comunisti ucraini, Petro Symonenko, la coalizione al potere rischia seriamente di perdere l’appoggio del suo alleato più estremo.

Motivo, una riforma delle Pensioni non condivisa. Che, sommata al Codice del Lavoro, ed ai provvedimenti sociali in cantiere, umilierebbero il proletariato del Paese.

Ad essere contestate, le misure in favore dei grandi industriali, sponsor del principale soggetto della maggioranza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato al 5 Kanal, Symonenko intende non solo organizzare manifestazioni e picchetti, ma anche silurare il Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko. Dimissioni che, qualora ottenute, manderebbero in crisi la colazione filorussa di centro-sinistra, attualmente al potere.

Un nuovo porcellum

Nel frattempo, Janukovych appronta le contromisure. Nella stessa giornata, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Jurij Miroshnychenko, ha comunicato la stesura di una proposta di riforma elettorale.

In essa, ipotizzata l’introduzione di liste aperte, in collegi nominali. In cui, a contare, saranno non più l’appartenenza partitica, ma la singola persona.

Un bene, si direbbe nel Belpaese. Peccato che, sulle Rive del Dnipro, la politica funzioni diversamente. E che, come dimostrato in passato, preferenze e collegi uninominali significato voti di scambio e compravendita del consenso.

Mestiere in cui il partito di governo è molto più abile del campo arancione – in primis, Bat’kivshchyna di Julija Tymoshenko, e Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – preferito dal suo elettorato per il contenuto ideologico, patriottico e liberale, più che per le Hryvnje.

Sempre, historia docet.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: SU JULIJA TYMOSHENKO SI INDUCE ALLA DELAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 5, 2011

L’indiscrezione di una fonte anonima, vicina alla Procura, certifica l’intenzione di giudici di estorcere dai reclusi politici accuse nei confronti della leader dell’Opposizione Democratica. Anche l’Ambasciatore UE critica l’operato di Viktor Janukovych

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Presso la Procura Generale regna la monotonia. Nella giornata di sabato, 5 Gennaio, l’autorevole Gazeta.ua ha riportato una fonte, vicina alle Autorità, secondo cui tutti gli interrogatori alla decina di esponenti dell’Opposizione Democratica vertono sulla sua Leader, Julija Tymoshenko.

Un bombardamento a tappeto, come avrebbe dichiarato l’autore della soffiata, comprensibilmente rimasto nell’anonimato, durante i quali i Giudici cercherebbero, in tutti i modi, di trovare accuse a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione.

A ciascuno degli interrogati – ha dichiarato il testimone – viene posto l’ultimatum. O accusano Julija Tymoshenko per qualcosa. Oppure, si rassegnano alla detenzione, e ad interrogatori giornalieri”.

Un’indiscrezione che non stupisce. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ancora nessuna prova che confermi le imputazioni, per cui è stata privata del diritto d’espatrio.

Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Così, l’anima della Rivoluzione Arancione è ospite giornaliera della Procura. Rea, per così dire, di aver pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, in un periodo di crisi.

L’Ambasciatore preoccupato

A confermare la deriva autocratica della presidenza di Viktor Janukovych, l’Ambasciatore UE in Ucraina, José-Manuel Pintu Teixeira. Il Diplomatico ha commentato la concessione dell’asilo politico all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, da parte della Repubblica Ceca, come un avvertimento a Kyiv.

“L’indipendenza della magistratura – ha dichiarato al 5 Kanal – è un valore basilare dell’Unione Europea. Il suo uso a scopo politico è inammissibile”.

Negli scorsi giorni, sulla medesima frequenza di Teixeira, anche il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, ed il vice-Segretario di Stato USA, Daniel Russell.

Entrambi preoccupati, dinnanzi alla repressione politica di cui è vittima Julija Tymoshenko, impossibilitata persino a partecipare al meeting del Partito Popolare Europeo di Bruxelles.

Oltre a Danylyshyn, ora riconosciuto perseguitato politico a Praga, ad essere incarcerati sono stati una decina di esponenti del secondo governo di Julija Tymoshenko. L’ultimo, frutto della Rivoluzione Arancione.

Tra essi, il Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Detenuto in isolamento, senza possibilità di colloquio con famigliari e sostenitori.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE REPORTER SANS FRONTIERES CON 5 KANAL, TVI, ED STB

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 1, 2011

Dopo la Voce Arancione, anche la ONG, impegnata nella difesa della Libertà di Stampa nel Mondo, solidarizza con le tre televisioni indipendenti. Penalizzate dalle Autorità, per la loro corretta informazione

I simboli di 5 Kanal e TVi

L’ennesima azione per la libertà di stampa in Ucraina. Nella giornata di lunedì, 31 Gennaio, Reporter sans Frontières ha condannato la sentenza della Corte d’Appello di Kyiv, con la quale le televisioni indipendenti 5 Kanal, TVi ed STB sono state private di frequenze, regolarmente vinte in un apposito concorso.

Con una nota, la ONG ha denunciato la dipendenza della magistratura dalle direttive delle Autorità. Ed il pericolo, che sta correndo la libera informazione sulle Rive del Dnipro, dinnanzi ad inammissibili conflitti di interesse.

Difatti, quanto sottratto alle tre televisioni, apprezzate nel Paese per una corretta e costante informazione, è stato assegnato ai canali del gruppo Inter, di proprietà del Capo dei servizi segreti, Valerij Khoroshkovs’kyj.

Ricorso all’Europa

Lo staff del 5 Kanal ha criticato la limitazione della Libertà di Parola. Più duro il Direttore Generale di TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, che ha parlato di vero e proprio ritorno della censura.

Come dichiarato da Tetjana Malashenkova, legale del Canale delle Notizie Oneste – come recita lo slogan del 5 Kanal – le tre televisioni ricorreranno alla Corte Europea per i Diritti Umani.

Unico organo in grado di garantire la difesa della Libertà di espressione, in un Paese sempre più a fondo nei rating internazionali sullo stato della Democrazia.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ENNESIMO GIORNALISTA VITTIMA DI VIOLENZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2011

Collaboratore della tv indipendente 5 Kanal aggredito da forze dell’ordine per accuse imprecisate. I vertici promettono giustizia

Il logo del 5 Kanal. FOTO 5 KANAL

Picchiato per sospetto furto di un trattore. Tragicomico il trattamento subito dal giornalista Jurij Stecenko, lo scorso 28 Gennaio.

Come riportato dall’autorevole – malgrado tutto – Ukrajins’ka Pravda, su lancio dell’agenzia Ukrajins’ki Novyny, il 25enne collaboratore per il 5 Kanal di Poltava sarebbe stato percosso da agenti delle forze dell’ordine, per una manciata d’ore.

Aggredito all’uscita della Corte di Giustizia cittadina, in seguito, sarebbe stato trasportato in un ufficio isolato, dove le violenze avrebbero avuto seguito per 4 ore.

Colpi alla testa ed al corpo, ricevuti per non voler ammettere un imprecisato furto di un mezzo agricolo.

Un fatto increscioso, che la dice lunga sulla condizione dei giornalisti nell’Ucraina di Janukovych.

Risa e rabbia

Come dichiarato dallo stesso collega della tv indipendente, dinnanzi al palesarsi della sua professione, gli aggressori si sarebbero messi persino a ridere.

Reazione opposta, di sicuro, per il Padre di Stecenko. Il quale, una volta rilasciato il figlio, ha esposto denuncia.

Conferma dell’accaduto, dal Capo della polizia provinciale di Poltava, che ha garantito indagini rigorose per punire i responsabili.

Matteo Cazzulani

LIBERTA’ DI STAMPA: SOLIDARIETA’ A LEGNO STORTO E 5 KANAL

Posted in Editoriale by matteocazzulani on January 28, 2011

Le due testate, partner di Voce Arancione, a rischio chiusura. L’invito ai lettori ad attivarsi, per il diritto ad un’informazione indipendente

In Italia ed Ucraina media liberi sotto attacco. Di rado, scegliamo di ricorrere ad editoriali, e di rivolgerci in prima persona. Ancor meno, siamo soliti comparare situazioni della politica di Roma e Kyiv. Tuttavia, dinnanzi ai risvolti degli ultimi giorni, doverosa un’eccezione.

Due dei partner della Voce Arancione sono in serio pericolo, colpiti da decisioni discutibili della magistratura.

Il primo, è il Legno Storto. Il giornale on-line, con cui da anni è in corso una solida e proficua collaborazione, rischia seriamente la chiusura, accusata di diffamazione dal magistrato Piercamillo Davigo.

In caso di parere favorevole della Corte, una delle poche testate del Belpaese attente alla difesa della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo ex-sovietico sarebbe costretta al pagamento di un’ammenda di 100 mila euro.

Troppo, per un quotidiano che si regge sul contributo di diversi esperti, completamente volontario.

Non diversa la situazione sulle Rive del Dnipro. I colleghi — ed amici — del 5 Kanal hanno deciso di ricorrere in sede europea contro la Corte Amministrativa ucraina.

Il Canale delle Notizie Oneste — come recita il suo slogan — è stato privato di frequenze legittimamente ottenute in concorsi statali. Che i giudici, invece, hanno consegnato al gruppo televisivo Inter, di proprierà del Capo dei Servizi Segreti, Valerij Khoroshovs’kyj.

Oltre al 5 Kanal, simile sorte per Tvi e STB: altre emittenti note, ed apprezzate, per la corretta e costante informazione.

Con una nota, la televisione, protagonista della Rivoluzione Arancione, ha espresso turbamento dinnanzi ad una magistratura condizionata dal volere delle Autorità. E, ancor più fortemente, a cospetto di una vera e propria violazione della Libertà di Informazione.

A confermare, e denunciare, tale clima, già diverse autorevoli organizzazioni e sindacati internazionali, quali Article XIX, Human Rights Watch, Consiglio d’Europa, l’Associazione Europea dei Giornalisti e la Federazione Internazionale della Stampa.

Inoltre, 5 Kanal ha illustrato come il compotamento delle Autorità ucraine sia in aperta violazione degli articoli 1e 10 della Convenzione Internazionale per i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali. I quali, oltre alla libertà di espressione, assicurano il diritto del singolo cittadino ad una completa e varia informazione.

Solidarietà ed invito ai lettori

La Voce Arancione esprime solidarietà con Legno Storto e 5 Kanal. E, con essa, forte preoccupazione per la sorte della stampa libera. Che, sopratutto in internet, ha la possibilità di esistere, comunicare, ed autofinanziarsi.

Pur non addentrandoci nelle vicende della politica italiana, altresì condannando, per l’ennesima volta, l’operato delle Autorità ucraine, autrici di un vero e proprio regresso democratico, invitiamo i lettori ad aiutarci nella battaglia in difesa delle due redazoni.

E, anche e sopratutto, ad un piccolo sforzo, in difesa della Libertà di Parola. E’ sufficiente diffondere quanto più possibile questa notizia.

Lecito ricordare che, secondo il rating annuale di Reporters sans Frontières sulla Libertà di Stampa nel Mondo, su 178 Paesi considerati, l’Italia è il 49esimo Stato. L’Ucraina, il 131esimo.

Dall’impegno di ciascuno, la possibilità di migliorare tale gradutoria.

 

Matteo Cazzulani

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