LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

INTEGRAZIONE EUROPEA DELL’UCRAINA: LA POLONIA CI RIPROVA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on febbraio 9, 2012

Il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, elimina i visti a pagamento per gli ucraini in occasione del campionato europeo di calcio. A colloquio con il Presidente, Viktor Janukovych, esprime preoccupazione per lo stato della democrazia di Kyiv, e durante l’incontro con gli esponenti del’Opposizione Democratica evidenzia quanto il caso di Julija Tymoshenko abbia ricadute pesanti a livello europeo e internazionale 

Diritti umani, ragion di stato, interesse geopolitico europeo e campionato di calcio UEFA: non è proprio facile la missione diplomatica di cui si è fatta carico la Polonia. Nella giornata di mercoledì, 9 Febrraio, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, si è recato in Ucraina per un incontro preparatorio per l’organizzazione dell’europeo del 2012: rassegna sportiva che Varsavia e Kyiv organizzano assieme.

Tuttavia, come prevedibile, la visita ucraina del Capo della Diplomazia polacca ha avuto risvolti meramente politici, in quanto Sikorski ha cercato di riattualizzare la questione dell’integrazione dell’Ucraina nelle strutture europee.

A colloquio con il suo corrispettivo ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, il Ministro degli Esteri polacco ha dichiarato che Varsavia sfrutterà l’occasione degli europei per eliminare il pagamento dei visti Schengen e, così, agevolare l’ingresso di cittadini ucraini in Polonia.

In seguito, Sikorski ha incontrato il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, a cui ha espresso pieno turbamento per il caso di Julija Tymoshenko: la Leader dell’Opposizione Democratica, ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato accordi per il rinnovo delle forniture di gas dalla Russia onerosi per il bilancio statale ucraino.

“L’Ucraina ha disorientato la Polonia e L’Unione Europea – ha dichiarato Sikorski – non è chiarose Kyiv vuole integrarsi nell’UE seriamente oppure no”.

Al colloquio con Janukovych, nella giornata Kyiviana di Sikorski è seguito un incontro con esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui il vice-Capo di Bat’kivshchyna – il principale partito del campo arancione – Oleksandr Turchynov, e Jevhenja Tymoshenko: la figlia di Julija Tymoshenko. Come evidenziato dal Capo della Diplomazia polacca, il contatto con esponenti del campo arancione è fondamentale, in quanto Varsavia intende reperire informazioni sullo stato di salute della Tymoshenko e, più in generale, sullo stato della democrazia in Ucraina da diverse fonti, che non siano solo quelle dell’Apparato Presidenziale.

Il Caso Tymoshenko ostacola l’integrazione europea dell’Ucraina

Turchynov e Jevhenija Tymoshenko hanno espresso preoccupazione per la svolta autoritaria impressa nel Paese dall’Amministrazione Janukovych, la quale, in soli due anni, ha già colpito oltre alla Tymoshenko un’altra decina di esponenti del campo arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010 – e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn: costretto all’esilio politico in Repubblica Ceca a cui, di recente, ha fatto ricorso anche il marito della Tymoshenko, Oleksandr.

“Siamo turbati per quanto accade a Julija Tymoshenko, sopratutto perché questo caso disturba il processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea – ha ribadito Sikorski – il prossimo terst di maturità democratica per l’Ucraina sono le leezioni parlamentari, che dovranno svolgersi in maniera regolare con la partecipazione di tutte le liste e di tutti i Leader politici dell’Opposizione”.

Lecito ricordare che il caso Tymoshenko ha causato il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina il 19 Dicembre 2011. Il varo del documento storico – con cui Bruxelles era pronta a riconoscere a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera – è stato sostenuto strenuamente dalla Polonia: unico Paese davvero consapevole che l’immediata integrazione dell’Ucraina – anche autoritaria – nell’Unione Europea è mossa fondamentale per tutelare non solo l’interesse geopolitico di Varsavia, ma la sicurezza nazionale di tutti i Paesi di un Vecchio Continente che, senza la presenza ucraina, rischia la subalternità energetica ed economica alla Russia dalle rinate velleità imperiali e monopolistiche.

Matteo Cazzulani

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 315 other followers