Forum Internazionale di Davos: economia ed energia i temi principali
Ottimismo e doppie interpretazioni hanno caratterizzato la sessione di venerdì, 27 Gennaio, del Forum Economico internazionale di Davos: una kermesse importante, non solo per la cadenza annuale con cui leader politici e big della finanza mondiale si riuniscono nella cittadina elvetica, ma, sopratutto, per le problematiche di stretta attualità emerse come topic principale dei dibattiti.
A dominare e stata la crisi dell’Euro. Secondo quanto dichiarato dal Capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, l’unico mezzo per salvare la moneta unica del Vecchio Continente e la concessione di maggiori poteri al FMI che, ad oggi, non possiede gli strumenti necessari per salvare, in caso di ulteriore peggioramento della situazione, Spagna e Italia.
Accorato e stato l’appello lanciato dal Commissario Europeo all’Economia, Olli Rehn, che ha illustrato come l’uscita dalla crisi in Europa sia possibile solo con il coinvolgimento degli Stati Uniti d’America. Una solidarietà nordatlantica condivisa dal Segretario al Tesoro USA, Timothy Geithner: presente al Forum Economico in rappresentanza di Washington.
Largo spazio sulla crisi dell’Euro e stato riservato anche ai singoli Presidenti e Premier dell’Unione Europea. Di rilievo l’intervento del Capo di Governo danese, Helle Thorning-Schmidt, che ha evidenziato come, oggi, l’economia abbia relegato al di fuori dei suoi confini la generazione dei 25enni: incapaci di trovare un lavoro fisso dopo avere finito gli studi. Secondo la premier della Danimarca – presidente di turno dell’UE – compito primario per l’Unione dovrebbe essere dunque la creazione di nuovi posti di lavoro.
Ottimismo, invece, da parte del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha illustrato come la Polonia – che ha ceduto a Copenaghen la guida dell’Unione Europea – sia stata in grado di sollevarsi da condizioni economiche ben peggiori di quelle odierne. Secondo Komorowski, la costruzione di un’economia di mercato mediante terapie shock e provvedimenti coraggiosi sono esperienze della storia polacca che, oggi, potrebbero essere prese ad esempio dall’Unione Europea tutta per battere la crisi dell’Euro.
Continua il regresso della democrazia in Ucraina
Altro tema emerso nei colloqui e l’energia. A sollevarlo e stato il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che, nel corso del pranzo-conferenza organizzato dal businessman Viktor Pinchuk, si e lamentato per l’alto prezzo che il suo Paese e costretto a pagare alla Russia per il gas.
Un aspetto scottante, che ha sollevato automaticamente il caso di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro, oggi Leader dell’Opposizione Democratica, incarcerata, dopo un processo politico, per avere accettato nel 2009 le tariffe contestate a pranzo da Janukovych. Tuttavia, il si della Tymoshenko al diktat dell’allora suo collega russo, Vladimir Putin, ha consentito all’Ucraina di evitare l’interruzione delle forniture di oro blu da Mosca, e, all’Unione Europea, di passare un inverno al freddo.
Durante il dibattito pubblico, con la presenza del Capo di Stato Emerito polacco, Aleksander Kwasniewski – l’unico Leader occidentale ad aver incontrato Janukovych – il Presidente ucraino ha dichiarato che adotterà ogni mezzo in suo potere per liberare la Leader dell’Opposizione Democratica. Poco più tardi, tuttavia, interpellato dai giornalisti, Janukovych ha sottolineato come ad occuparsi del caso Tymoshenko debba essere il Parlamento, e non il Presidente.
Una frase che lascia ancora molte nubi sulla detenzione della carismatica Leader dell’opposizione ucraina: nota in Occidente per lo più per per avere guidato il processo democratico del 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, ma meno per avere tutelato la sicurezza energetica dell’Unione Europea nel 2009.
Giovedì, 26 Gennaio, Janukovych ha firmato un decreto che esautora il Parlamento della competenza su questioni di carattere internazionale, tra cui, dopo la straordinaria mobilitazione mondiale in condanna della detenzione politica della Tymoshenko, e facile inserire il caso della Leader dell’Opposizione Democratica.
Matteo Cazzulani

Bravo, un’ottima idea e per tempo