LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: ECCO COME LA RUSSIA RISPONDE ALLA COMUNE POLITICA ENERGETICA UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on luglio 15, 2011

Mosca rafforza la partnership con le singole compagnie energetiche dei Paesi dell’Europa Occidentale, ben più decisive delle maggioranze di governo. In Germania è spaccatura tra finanza e politica. Putin addirittura verso il conferimento di un premio per il dialogo tra i popoli 

I percorsi di Southstream e Nabucco

L’anello debole della catena europea nell’economia del Paese più forte. Così la Federazione Russa si appresta a rispondere al ritrovato slancio in materia energetica impresso da una presidenza polacca che, con grande coraggio, ha accelerato sul varo di una comune politica per l’Unione Europea. Come riportato da Radio Liberty, il Primo Ministro russo, Vladimir Putin, avrebbe in programma un ulteriore rafforzamento delle relazioni bilaterali con i colossi energetici dei Paesi occidentali, in primis, con quelli tedeschi.

Un cambio di strategia rispetto al passato, quando politici maggiormente accondiscendenti – il Cancelliere socialdemocratico Schroder in primis – hanno chiuso occhi ed orecchie dinnanzi alle violazioni dei diritti umani a Mosca, per ottenere sconti sul gas. Oggi, per lo meno in Germania, l’arco politico – a maggioranza cristiano-democratica – è leggermente più critico nei confronti di Putin, a differenza di un mondo dell’economia favorevole ad intensificare la dipendenza dal Cremlino.

Come evidenziato dall’esperto Rolf Fuks, per la Russia l’energia è un’arma strategica, e per la Germania un’irrinunciabile necessità, sopratutto in seguito alla decisione di abbandonare il nucleare. Dimostrazione di tale teorema è il supporto che proprio tre compagnie tedesche – E.On, Wintershall, ed RWE – hanno dato al Nordstream e Southstream: gasdotti sottomarini, concepiti dal monopolista russo, Gazprom, per rifornire direttamente l’Europa Occidentale di proprio gas, ed aggirare Paesi invisi come Polonia, Stati Baltici, Ucraina, Romania, e Moldova.

Critico con tale politica energetica è anche Michael Link, Parlamentare della liberal-democratica FDP – alleata di governo della CDU – che ha evidenziato come siano stati i potentati economici a portare Berlino ad una posizione non solo in contrasto con quella comune europea, ma anche, sul piano interno, fortemente centralizzata.

Una situazione che, a quanto pare, tocca anche altri Paesi fondatori dell’Unione Europea, come Olanda, Francia, ed Italia, le cui compagnie energetiche possiedono un’alta quantità di partecipazioni nei progetti infrastrutturali energetici di Mosca che, per indebolire il concorrente Nabucco – gasdotto sul fondale del Mediterraneo, sponsorizzato dalla Commissione Europea per importare gas azero senza transitare per il territorio russo – sta investendo ingenti capitali anche nell’acquisto di gas centro asiatico, per prosciugare i bacini di rifornimento della conduttura di verdiana denominazione.

Il premio allo zar

Ma, quanto pare, la politica del Cremlino non piace solo agli ambiti economici, ma anche a quelli culturali. Nella giornata di mercoledì, 13 Luglio, è stato reso noto che Vladimir Putin sarà insignito del Quadriga: riconoscimento consegnato il Giorno dell’Unità Tedesca a personalità illustri nell’ambito del dialogo tra i popoli, come, in passato Mikhail Gorbachev, Vaclav Klaus, Helmut Kohl, e Viktor Jushchenko.

Quasi unanime la reazione del mondo politico teutonico, fortemente critico dinnanzi alla decisione di assegnare un premio per il rispetto di libertà di stampa, parola, espressione, e democrazia ad un leader di frequente accusato dalle principali ONG internazionali di autoritarismo.

“Il riconoscimento al nuovo zar è un pugno in un occhio a tutti gli attivisti per i diritti umani” ha dichiarato il cristiano-democratico Michael Braun, mentre il capogruppo dei verdi ha promesso battaglia legale per evitare tale consegna. In risposta, il comitato organizzatore del Quadriga si è riunito d’urgenza per ridiscutere l’assegnazione a Vladimir Puntin, senza, tuttavia, cancellare del tutto tale ipotesi.

Matteo Cazzulani

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