GUERRA RUSSO-GEORGIANA: L’ONU RIGETTA TBILISI
Solo 6 giudici su 16 a sostegno delle ragioni georgiane sulle responsabilità russe in Abkhazijaed Ossezia del Sud. Il Presidente, Mikheil Saakashvili, verso un nuovo ricorso
Anche il Palazzo di Vetro chiude le porte alla Georgia. Nella giornata di venerdì, Primo di Aprile, la Corte Internazionale ONU ha respinto l’accusa alla Russia di aver compiuto pulizie etniche in Abkhazija ed Ossezia del Sud.
Un procedimento iniziato dal Presidente, Mikheil Saakashvili, nell’Agosto 2008, all’indomani dell’aggressione militare subita da Mosca.
Secondo Tbilisi, i russi sarebbero responsabili dell’uccisione di mille georgiani, e del trasferimento di altri 300 mila nell’ambito di una campagna ad hoc condotta, per venti anni, nelle due regioni settentrionali della Georgia. Note poi, come separatiste.
Un’accusa respinta da Mosca. La quale, in risposta, ha accusato Tbilisi di essere la vera responsabile dell’inizio delle ostilità del 2008. Teoria sposata appieno dall’Unione Europea, allora guidata dal Presidente francese, Nicolas Sarkozy.
La Georgia continua
Delusione da parte dei georgiani, mitigata solo in parte dal vivo supporto loro dato da 6 giudici su 16, apertamente favorevoli alle ragioni di Tbilisi.
Come riportato da molti esperti, la sconfitta giudiziaria sarebbe motivata dalla richiesta troppo alta. Anziché accusare la Russia di pulizia etnica, sarebbe stato più prudente invitare la Comunità Internazionale a riflettere sull’effettiva responsabilità di Mosca in un conflitto che, da molte parti, è stato avvertito come una dimostrazione di forza di un rinato impero nei confronti di un’ex-colonia.
Ciò nonostante, la Georgia ha reso noto l’intenzione di ricorrere in appello alla Corte ONU. Accanto a tale procedimento, quello privato di numerosi georgiani al Tribunale Europeo di Strasburgo per il Rispetto dei Diritti Umani.
Matteo Cazzulani

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