LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CRISI RUSSO-GEORGIANA: MOSCA ALZA LA VOCE CON TBILISI

Posted in Georgia by matteocazzulani on novembre 25, 2010

La Russia risponde all’invito al dialogo della Georgia esigendo la rinuncia ad Abkhazija ed Ossezia del Sud. Vane le aperture di Saakashvili in sede internazionale

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Tbilisi lancia, Mosca raddoppia. Nella giornata di mercoledì, 24 novembre, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, ha invitato ufficialmente la Russia al dialogo, per superare una crisi diplomatica in corso da almeno sette anni.

Dalla tribuna dell’Europarlamento, dove è stato invitato, Saakashvili ha espresso la propria disponibilità a dialogare col Cremlino sulla questione di Abkhazija ed Ossezia del Sud, regioni contese dalle due parti. In particolare, Tbilisi si è detta pronta a rinunciare all’uso della forza, e ad instaurare con Mosca un dialogo permanente.

“Malgrado lo statuto ONU consenta ad un Paese il ricorso all’azione militare per riappropriarsi di territori sottratti, con il medesimo mezzo, da uno Stato terzo – ha dichiarato Saakashvili – siamo pronti a rinunciarvi, e a risolvere la questione in sede diplomatica. E’ nostra volontà un rapporto intenso con la Federazione Russa”.

Un’apertura, quella del presidente georgiano, che segue alla lettera le richieste della parte russa, ribadite nel corso del vertice NATO di Lisbona dello scorso fine settimana. Peraltro, durante il summit dell’Alleanza Atlantica, Saakashvili ha appoggiato l’avvicinamento di Mosca alla NATO, dimostrando serietà, e la veridicità delle proprie intenzioni.

Ciò nonostante, fredda la risposa russa. Nella giornata di giovedì, 25 novembre, il Ministero degli Esteri ha emanato una nota, in cui ha dichiarato di non credere alle promesse del Presidente georgiano. Inoltre, ha richiesto a Tbilisi la rinuncia definitiva ad ogni rivendicazione sulle regioni contese, e l’immediato riconoscimento della loro indipendenza.

Una crisi irrisolta

Etnicamente georgiane, Abkhazija ed Ossezia del Sud sono state strappate a Tbilisi in seguito all’aggressione militare russa nell’agosto 2008. Sull’origine dello scontro, diverse le ipotesi. In molti hanno sottolineato come la violazione dell’integrità territoriale della Georgia sia stata l’ennesimo atto ostile di Mosca nei confronti di uno Stato sovrano, la cui indipendenza non è mai stata accettata dal Cremlino. Secondo altri, i russi avrebbero reagito a provocazioni da parte georgiana.

Dopo pochi giorni di combattimenti, la crisi è stata risolta in ambito internazionale, con la mediazione dell’allora presidente di turno UE, Nicolas Sarkozy. Sia il Vecchio Continente che gli USA di Obama hanno mantenuto una posizione pragmatica, evitando la condanna della Russia per l’azione militare. Così, hanno consentito al Cremlino di proclamare unilateralmente l’autonomia delle due regioni georgiane.

Oltre che dalla Federazione Russa, l’indipendenza di Abkhazija ed Ossezia del Sud è riconosciuta da Venezuela, Nicaragua e dall’atollo di Nauru, nell’Oceano Pacifico.

Matteo Cazzulani

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