LIBERTA DI STAMPA: GIORNALISTA UZBEKO ANCORA CONDANNATO
Abdumalik Bobaev, corrispondente da Tashkent per Voice of America, condannato ad una multa per reportage scomodi alle Autorità
In Uzbekistan fare il giornalista costa caro. Nella giornata di sabato, 13 novembre, la Corte d’appello di Tashkent ha respinto il ricorso del giornalista Abdumalik Bobaev, condannandolo al pagamento di una multa di 10 mila dollari. Motivo dell’ammenda, i pezzi fortemente critici con le Autorità locali, ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.
Nello specifico, si tratta di un’inchiesta sullo sfruttamento di bambini nei campi di cotone, e di un reportage sul prosciugamento del lago d’Aral. Per questa ragione, il reporter ha passato in carcere tre giorni, e rischiato di trascorrervi altri otto anni, se non fosse stato assolto in primo grado, cavandosela con un’ammenda.
“Ho ribadito alla Corte – ha dichiarato a Radio Liberty – di non aver fatto nulla di male. Come giornalista, scrivo pezzi critici, ma mai infarciti degli insulti e delle delazioni di cui sono stato accusato”.
A supportare Bobaev, l’assistente del Segretario di Stato americano per l’Asia centro-meridionale, Robert Blake, che ha inoltrato una nota di protesta sullo lo stato della libertà di stampa in Uzbekistan. Ad attivarsi in difesa del reporter, anche il Comitato USA per la Difesa dei Giornalisti, con un appello per il pronto rilascio del collega, diretto al presidente uzbeko, Islam Karimov.
“Pubblicare materiale politico senza l’avvallo delle Autorità è pericoloso” ha spiegato il Presidente del Gruppo per la Tutela dei Diritti Umani in Uzbekistan, Surat Ikramov, anch’egli multato in passato per aver indagato sulla morte sospetta di un cantante locale.
I precedenti in un Paese non libero
Non così liscia è andata al corrispondente russo Vladimir Berezovskij, ancora in carcere, ed al collega di Bobaev di Voice of America, Alisher Saipov, ucciso nel vicino Kyrgystan, dopo che i media uzbeki hanno scatenato su di lui una feroce campagna mediatica.
Oltre ai casi già illustrati, altri sei reporter sono stati colpiti negli ultimi due anni. E l’Uzbekistan continua a negare visti di ingresso ai giornalisti stranieri. Secondo una ricerca dell’Economist, Tashkent è il dodicesimo Stato al Mondo per repressione della stampa libera.
Matteo Cazzulani


lascia un commento